Le indagini nel massimo riserbo «Siamo in una fase embrionale»
Edoardo Moro, comandante della guardia di finanza reggiana «Come in tutta Italia, verifichiamo la regolarità della contrattualistica»
LE FIAMME GIALLE
«La nostra ispezione all’Ausl rientra nell’attività, dai molteplici aspetti, del monitoraggio sugli appalti pubblici e in particolare modo quelli sanitari. A parte la dovuta riservatezza, sarebbe prematuro additare un filone d’indagine destinato a confluire in un fascicolo della Procura: siamo in una fase embrionale».
Il comandante provinciale della guardia di finanza di Reggio Emilia, Edoardo Moro, conferma l’ispezione effettuata ieri dalle Fiamme Gialle negli uffici amministrativi dell’Ausl di Reggio. L’analisi di una corposa documentazione è stata effettuata dal Nucleo di polizia Economico-Finanziaria, il reparto guidato dal maggiore Maria Concetta Di Domenica, in prima fila in questi mesi caldi di pandemia: dal primo lockdown le operazioni del Nucleo si sono susseguite a un ritmo elevato tra sequestri di mascherine, verifiche sui furbetti del reddito di cittadinanza e sussidi illegittimi. L’ispezione ha riguardato un altro fronte di stringente attualità: quello degli appalti pubblici. «A livello centrale è stato diramato l’indirizzo di verificare le entrate e le uscite delle risorse pubbliche – prosegue il colonnello Moro –. Sul lato uscite, in questa congiuntura di emergenza coronavirus la voce preponderante della spesa pubblica è costituita dalla sanità. Per evitare le lungaggini della burocrazia le procedure sono state alquanto semplificate: per le diverse tipologie di forniture sanitarie, dai privati alle aziende sanitarie si procede soprattutto tramite autocertificazione. È tutto tracciato, ma è chiaro che occorre un controllo puntuale». Secondo il colonnello, l’attività della di Finanza, «di carattere ordinario e amministrativo, non riguarda un’unica fornitura ma la totalità dell’approvvigionamento del materiale sanitario e la regolarità della contrattualistica, come sta avvenendo in tutta Italia». Sul nodo delle partite di mascherine «stiamo verificando – è il commento –. La nostra azione parte sempre dall’incrocio delle banche dati e dagli alert di rischio che emergono dal sistema: sono gli alert che guidano la necessità di approfondimento sul campo». —
Ambra Prati
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