Picchia e minaccia i genitori perché vuole soldi per la droga
LUZZARA. Quattro mesi di violenze quotidiane e di paura. Questo hanno vissuto due genitori di Luzzara quando il figlio di 30 anni è rientrato a casa dopo la fine di una convivenza. L’uomo maltrattava il padre e la madre perché pretendeva i soldi per acquistare la droga dalla quale è dipendente.
Gravi le condotte compiute dal 30enne tanto che è stato denunciato dai carabinieri di Luzzara per maltrattamenti in famiglia, al termine delle indagini avviate dopo la denuncia dei genitori, che stanchi delle continue aggressioni, hanno chiesto aiuto ai militari.
Il magistrato della procura di Reggio Emilia, titolare delle indagini, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri, ha chiesto e ottenuto dal gip del tribunale di Reggio Emilia, la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare con assoluto divieto di accedervi nonché l’obbligo di presentazione ai carabinieri tre giorni la settimana.
Stando a quanto emerso dalle indagini compiute dai militari, l’uomo, tornato a casa dai genitori lo scorso novembre, ha iniziato subito a maltrattarli con una frequenza praticamente quotidiana. Accessi di ira in conseguenza dei quali, il 30enne è arrivato addirittura a prenderli per il collo e in altre occasioni dando loro spinte fino a farli cadere per terra. Innumerevoli anche le aggressioni verbali e le minacce di morte. L’unico obiettivo dell’ uomo, ogni volta, era ottenere i soldi per comprarsi la dose. Poi qualche giorno di calma prima delle nuova tempesta.
L’ultimo episodio di violenza, avvenuto a fine febbraio, ha visto il 30enne perdere completamente la testa e stringere le mani attorno al collo della mamma per poi aggredire il padre gettandolo a terra solo perché era intervenuto nel tentativo di difendere la moglie dalla sua violenza.
Quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i genitori, terrorizzati e nell’impossibilità di continuare a subire tutto questo, si sono rivolti ai carabinieri raccontando i lunghi mesi di percosse e di paura che il figlio li aveva costretti a vivere. Fino all’intervento dei militari e della magistratura che ha allontanato l’uomo, facendo così finire un periodo da incubo ma non certo il dolore per quanto sta avvenendo. —
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