Gazzetta di Reggio

Reggio

fra i padiglioni 

Accompagnatori in attesa «Aspettiamo il turno»

2 MINUTI DI LETTURA





«Appena uscirò da qui telefonerò ad un mio amico: è stato ammalato di Covid eppure non vuole vaccinarsi. Cercherò di convincerlo». Felice Fantesini, 77 anni, è appena stato vaccinato e attende il canonico quarto d’ora (ovvero il tempo necessario per scongiurare reazioni avverse) nella sala d’attesa dal capannone delle fiere. Accanto a lui la figlia Chiara, 43 anni.

«Io non vedo l’ora. Ho chiesto se avanzavano delle dosi perché mi sarei offerta, ma mi è stato risposto che ogni giorno restano appena due o tre fiale e in quel caso i sanitari hanno una lista di persone fragili che hanno la precedenza, com’è giusto che sia. Ci ho provato, non vorrei mai che le dosi andassero sprecate». Padre e figlia sono concordi nel sì al vaccino AstraZeneca. «Nonostante si sia ammalato, il mio amico, che è un bastian contrario, rifiuta la vaccinazione. Per me è incomprensibile. Quest’anno ho fatto anche, per la prima volta in vita mia, il vaccino antinfluenzale: difatti in tutto inverno non mi è venuto nemmeno il raffreddore. Più tardi lo chiamerò e gli dirò che se non lo fa può morire lentamente, mentre se lo fa può morire all’improvviso senza soffrire», ha ironizzato Felice.

Più seriamente la figlia ha aggiunto: «Noi siamo stati fortunati, nessun caso in famiglia. Davvero non capisco coloro che sollevano mille obiezioni. Bisogna essere razionali: credo nella scienza, se i medici stabiliscono che i pro sono superiori ai contro mi fido».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google