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l’operazione dell’arma 

Allevati in una stalla e rivenduti online Salvati 21 animali da un canile abusivo

Leonardo Grilli
Allevati in una stalla e rivenduti online Salvati 21 animali da un canile abusivo

Sotto sequestro le strutture dove erano reclusi gli esemplari La proprietaria denunciata dai carabinieri forestali

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Un allevamento di cani completamente abusivo, messo in piedi senza le autorizzazioni necessarie, per vendere gli animali online e con pagamenti rigorosamente in contanti.

Questo è quanto è stato scoperto giovedì, quando i militari del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare dei carabinieri forestali di Reggio Emilia, assieme ai colleghi della Forestale di Gualtieri e due pattuglie della polizia locale di Reggio, personale del servizio veterinario dell’Ausl e funzionari del servizio d’igiene pubblica, hanno perquisito un’abitazione e una stalla in una frazione cittadina. Entrambi gli immobili erano adibiti illegalmente a ricovero per animali: sono stati trovati 21 cani tra i quali dieci Weimaraner, cinque setter inglesi, un King Cavalier e due Bracchi italiani, compresi tre cuccioli nati da poco più di 48 ore.

Da una verifica tramite i microchip sono stati individuati diversi esemplari non registrati e altri con numerose discrasie sulla proprietà, riconducibili a molte cessioni mai regolarizzate presso l’Anagrafe canina dell’Emilia Romagna.

Gli animali sono stati sequestrati e trasportati, tramite operatori specializzati, in una struttura qualificata e idonea alla tutela della loro salute. Sono stati inoltre sequestrati tutti i documenti sanitari presenti oltre che i pedigree, allo scopo di accertarne l’autenticità.

Dall’indagine dei militari è emerso che il commercio dei cuccioli avveniva tramite delle piattaforme online e che i pagamenti erano incassati in contanti. L’Arma ha anche scoperto che la struttura non possedeva nessun tipo di autorizzazione per l’attività di allevamento né per attività di pensione animali. Oltre a violare la normativa sui rifiuti nella gestione delle deiezioni e delle lettiere, che venivano mischiate al letame equino e smaltite nei campi oppure nel rifiuto indifferenziato domestico.

La quantità delle violazioni penali e amministrative accertate hanno reso necessario anche il sequestro delle strutture per il ricovero dei cani, tra le quali l’intera stalla e sei box esterni posti nel cortile.

I carabinieri hanno avviato anche il sequestro amministrativo, per violazione della legge regionale a tutela del benessere animale e della normativa nazionale sulle attività insalubri. L’allevatrice abusiva, una donna reggiana, è quindi stata denunciata per i reati di scarico non autorizzato di acque reflue industriali e smaltimento illecito di rifiuti non pericolosi.

A suo carico anche diversi illeciti amministrativi per aver avviato un allevamento e una pensione per cani in assenza di segnalazione certificata di inizio attività (Scia) allo sportello unico per le attività produttive (Suap) e in assenza dell’autorizzazione “industrie insalubri”. —

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