Gazzetta di Reggio

Reggio

Dopo il laboratorio, ecco l’orto dei ragazzi di Tavola Armonica

Daniela Aliu
Dopo il laboratorio, ecco l’orto dei ragazzi di Tavola Armonica

Quattro Castella: i giovani down che lavorano nella falegnameria aperta nel 2016 celebrano  la giornata mondiale della sindrome. Frascari: «Condivisione in sicurezza»

2 MINUTI DI LETTURA





QUATTRO CASTELLA. Oggi è la Giornata mondiale della sindrome di Down, che quest’anno ha scelto come slogan il verbo “connettersi”: sono tante le connessioni possibili, i modi e i motivi per connettersi.

Dal 2016 a Quattro Castella esiste “La Tavola Armonica”, piccola falegnameria sociale dove vengono svolte attività con disabili adulti.

La falegnameria nasce dalla lettera della mamma di un ragazzo affetto da autismo che apre la porta all’incontro tra Comune di Quattro Castella, Unione Colline Matildiche, Sap territoriale e associazione “L’Indaco” di Reggio Emilia, che si occupa operativamente dello svolgimento delle attività sin dall’inaugurazione.

Dall’apertura del laboratorio, è cresciuta sempre di più l’esigenza di trovare nuovi mezzi di comunicazione attraverso il “fare”, e ad oggi, oltre alla falegnameria, vengono svolte molteplici altre attività, quali ceramica, orto, fotografia e restauro.

Il “da fare” all’interno della Tavola Armonica vuole esserne il fine: la socialità, la capacità a cooperare e il tentativo di aprire le porte del laboratorio alla cittadinanza sono l’aspetto fondante del progetto, laddove si intende favorire la piena inclusione sociale e la promozione di un cambiamento di approccio culturale nei confronti del mondo della disabilità. «L’inizio della pandemia ha comportato la chiusura del laboratorio durante il periodo del primo lockdown – spiega Andrea Frascari, coordinatore della Tavola Armonica –. La riapertura è stata una grande sfida che ha imposto un radicale ripensamento del progetto per permettere a tutti di partecipare in sicurezza. A quel punto ci è venuta l’idea di ripensare l’attività all’aperto e di chiedere uno spazio per poter avviare un piccolo orto».

«È stato un gesto di grande importanza per i ragazzi – continua Andrea Frascari –. Nel parco Parsifal abbiamo ritrovato un luogo di condivisione ormai perduto e la possibilità di passare del tempo all’aria aperta dopo il periodo di lockdown totale. Se l’idea iniziale era quella di un piccolo orto, il risultato ha superato di gran lunga le aspettative. L’esperienza ha dato modo a tutti i partecipanti di mettersi alla prova con un’attività nuova, coinvolgente e soddisfacente. I nostri ragazzi si sono impegnati in attività utili a tutta la collettività, quali la cura del verde pubblico. L’esperienza si è conclusa con l’arrivo dell’autunno. Abbiamo salutato il nostro orto dopo aver raccolto i suoi ultimi semi in vista della nuova primavera che è iniziata proprio ieri, ma a poche ore dalla Giornata internazionale della sindrome di Down che noi vogliamo festeggiare ». —

Daniela Aliu

© RIPRODUZIONE RISERVATA Daniela Aliu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google