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CANOSSA, GLI AMICI RICORDANO GUIDETTI 

«Qui Giorgio si toglieva il camice e si rilassava ai piedi della Rupe»

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CANOSSA. La piccola comunità che vive nel borgo ai piedi del castello di Canossa e nei dintorni, a distanza di qualche giorno dalla scomparsa, ricorda uno dei suoi abitanti più conosciuti: «Giorgio Guidetti, il dottore. Un amico per tutti, assieme a sua moglie Veronica, spesso in vacanza a Canossa nella loro bella casetta lungo la salita al castello. Per noi era il dottore, quello che si consulta e si ama in un piccolo borgo. Se c’era bisogno, era sempre pronto a intervenire e a dare il consiglio giusto. Insomma, si era più tranquilli a Canossa con un vicino così, medico di chiara fama e tanto generoso nel dare aiuto. Giorgio era un bravo parlatore e non c’era pericolo di annoiarsi in sua compagnia: si parlava di storia e non mancavano mai gli interventi con sfondo Matilde di Canossa e collaterali; si parlava di sport, pallavolo, basket, ciclismo perché lui era uno sportivo e un medico sportivo per alcune squadre importanti. La sua fama di otorinolaringoiatra e il suo amore per Canossa lo avevano indotto a organizzare in questi luoghi, negli scorsi anni, anche diversi convegni di vestibologia per lo studio delle labirintiti, anche per convergere l’attenzione dall’esterno sui questo territorio ricco di storia, castelli e paesaggi incantevoli, non sempre ben pubblicizzati. Amava cavalcare in compagnia di Veronica, anche se questo gli costò una brutta caduta da cui si era brillantemente ripreso. E negli ultimi tempi si era appassionato alle passeggiate e camminate tra Canossa, Rossena, Cerredolo de’ Coppi e Pianzo, dove aveva cari amici. Ci mancherà non incontrarlo fuori casa sulla salita al castello o sul piazzale o al raduno del 3 di febbraio dei residenti a Canossa castello per celebrare il santo protettore del borgo, San Biagio, che con lui condivideva l’arte di curare la gola. A Canossa, Giorgio si toglieva il camice da luminare e si rilassava ai piedi della Rupe in buona compagnia. Così lo ricordiamo e così resta tra noi». —

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