Gazzetta di Reggio

Reggio

«Via le mafie dalla terra dei fratelli Cervi»

Luca Giuseppe Murrone

Albertina Soliani, presidente dell’Istituto, durante la lettura dei 1.031 nomi delle vittime della criminalità organizzata

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Luca Giuseppe Murrone

REGGIO EMILIA. «La famiglia Cervi non avrebbe tollerato che in questa terra ci fosse la ‘ndrangheta. Non avrebbe tollerato che l’Italia fosse in mano ad interessi illegali di questo tipo. Noi siamo qui oggi, con un filo di continuità molto robusto con quello che in questa terra è avvenuto allora. Resistenti ieri e oggi». Con queste parole, Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, ha voluto, nella giornata di ieri, aprire la staffetta di legalità in ricordo e memoria di tutte le vittime innocenti di mafia.

Proprio oggi, 21 marzo, infatti, si celebra la giornata nazionale dell’impegno e della memoria per le 1.031 vittime innocenti di mafia. Quest’anno, giunta alla ventiseiesima edizione, l’associazione antimafia Libera ha deciso di utilizzare questo slogan: “A ricordare e riveder le stelle”. Un titolo forte che altro non è che un semplice inno alla vita perché da molti morti innocenti è nata tantissima consapevolezza che le cose possono e devono cambiare.

Per cambiarle bisogna praticare azioni all’insegna della giustizia e della legalità. Le istituzioni reggiane, compresi i Comuni di Reggio, Scandiano e Cadelbosco di Sopra hanno voluto rispondere presente a questo invito a testimonianza che l’impegno e la voglia di contrasto alla mafie, partendo anche dalla memoria, deve continuare e migliorarsi sempre. Ma non solo istituzioni, però. Perché, ad essere connessi virtualmente – viste le restrizioni della pandemia in corso – c’erano tantissimi giovani, studenti e ragazzi. Nella scuola viene il primo “no” alle mafie e alla cultura dell’illegalità, ha detto nel suo intervento la presidente dell’Istituto Cervi Albertina Soliani.

I giovani, quindi, i veri protagonisti di questa iniziativa grazie alla preziosa collaborazione istituita nel tempo tra Libera Reggio Emilia e il Servizio Officina educativa del Comune di Reggio e il relativo InfoGiovani, il presidio universitario Giangiacomo Ciaccio Montalto e il Centro di documentazione sulle mafie. Erano presenti anche 18 scuole reggiane, oltre ai gruppi di “Via Cassoli 1” e “Sd Factory” per un totale di circa 400 giovani protagonisti. A Reggio, in particolare, questa giornata della legalità vuole basarsi su “Luoghi di cultura, presidi antimafia e anticorruzione”, con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione pubblica il ruolo della cultura come fonte primaria per l’evoluzione umana e ingrediente fondamentale per la lotta alle mafie e alla corruzione.

Anche il sindaco di Reggio, Luca Vecchi e l’assessore alla legalità Nicola Tria, ribadendo che «questa deve essere l’occasione per rinnovare un impegno comune per la giustizia, la legalità e la democrazia a maggior ragione in questo periodo segnato dalla pandemia» e aggiungendo che «l’attenzione deve essere altissima rispetto ad una criminalità che certamente può trarre alimento dalla crisi sanitaria, economica e sociale, sfruttando l’occasione per riciclare ed accrescere i propri profitti», hanno partecipato, insieme a tantissime altre persone, alla lettura dei nomi delle 1.031 vittime innocenti di mafia. I video con la lettura dei nomi sono disponibili online sul canale YouTube di Casa Cervi. La giornata si conclude oggi con nuove iniziative ma l’impegno e la memoria comune dovranno essere a tempo indeterminato. —

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