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Dai grandi comuni ai paesi più piccoli Iren rivoluziona la sua rete idrica

Leonardo Grilli
Dai grandi comuni ai paesi più piccoli Iren rivoluziona la sua rete idrica

Quasi 8 milioni l’investimento sulla provincia solo nel 2021 dall’ammodernamento delle condutture a nuovi impianti

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Leonardo Grilli

reggio emilia. Nuove tubature in sostituzione di vecchi impianti, scavi per creare collegamenti lì dove prima non esistevano o gigantesche vasche per la raccolta d’acqua. Ammonta a quasi 8 milioni – per la precisione 7.971.535 euro – la cifra degli investimenti previsti sulla rete idrica provinciale, solo per quest’anno, da Ireti, la società del Gruppo Iren che gestisce la distribuzione di energia elettrica, gas e acqua.

Lo scopo della società è rendere il servizio idrico integrato più efficiente grazie agli investimenti in impianti di depurazione, all’installazione dei contatori intelligenti, alla distrettualizzazione e al monitoraggio permanente della rete e al riutilizzo delle risorse. E, è bene ricordarlo oggi che ricorre la Giornata mondiale dell’acqua, ridurre gli sprechi.

Complessivamente nel Reggiano sono previsti un totale di 41 cantieri, alcuni già partiti da mesi e altri in fase di avvio, che vanno dalla Bassa all’Appennino. Con una concentrazione, per ovvie ragioni numeriche e di bacino d’utenza, sul capoluogo: dodici i lavori programmati da Ireti in città e nelle frazioni limitrofe.

Ma il cuore del programma di rinnovamento e ampliamento della rete idrica si concentra in realtà nei piccoli comuni montani, nelle località da poche centinaia di abitanti, fra le comunità che con le loro sole risorse non potrebbero mai permettersi chilometri di condutture e scavi costosissimi.

«Vogliamo arrivare ovunque – spiega l’ingegnere Francesco Masetti, referente Ireti per progettazione degli interventi sul territorio provinciale – anche nelle località più sperdute. Gli interventi che effettuiamo sono costanti, un flusso continuo di cantieri che si aprono, si chiudono e riprendono in altri punti. Non c’è comune che non sia interessato da lavori sulla rete idrica ed è importante capire che molti di questi interventi si sviluppano in un Comune e in una via definita ma hanno una ricaduta positiva su territori molto più ampi. In termini medici è quello che viene fatto da chirurghi angioplastici che rinnovano una vena o un’arteria».

Partendo dall’area montana, che per conformazione geografica è tra le più difficili in cui intervenire, uno dei cantieri più costosi previsti da Iren nel Reggiano è quello che partirà il 31 maggio a Ventasso: il potenziamento della rete idrica a Cà di Scatola, nella località di Canova, per un costo totale di 360mila euro. «Si tratta – spiega l’ingegnere Ireti – di una nuova condotta di adduzione idrica che collegherà l’abitato di Cervarezza con Ramiseto. L’importo è forviante al ribasso, perché essendo su un terreno naturale gli scavi incidono meno, ma è una condotta di oltre un chilometro e mezzo. L’acqua potabile ovviamente è già garantita ma sarà più efficiente il trasporto dell’acqua nei centri abitati».

Insomma, un’interconnessione che consente di gestire al meglio la rete ottimizzando i costi di gestione ed energetici, oltre che ridurre al minimo le perdite d’acqua. Per rimanere in Appennino, altrettanto oneroso l’intervento da 270mila euro che, a Felina, ammodernerà la rete idrica nei pressi di via Di Vittorio «attraverso la sostituzione delle tubature con altre in materiale plastico ad alta densità».

Cambiando zona, decisamente più costoso e complesso l’intervento che partirà a Rubiera il 7 giugno: 890mila euro con i quali sarà costruito un nuovo gigantesco serbatoio per l’acqua potabile. «Stiamo predisponendo l’allestimento del cantiere – spiega Masetti – e pianificando il tutto così da partire preparati al meglio. Realizzeremo una vasca interrata in cemento armato accanto al Tresinaro da circa 2mila metri cubi di volume. Una struttura imponente: sarà lunga 50 metri e larga 20, con in cima un edificio più ampio per contenere gli organi di manovra, pompaggio e rilancio dell’acqua. Prevediamo di completare l’opera nel 2022 e una volta in funzione servirà Rubiera e i centri limitrofi».

Più di un quarto del budget totale dei cantieri Ireti in provincia, infine, è assorbito da un intervento partito l’11 gennaio: il potenziamento dell’adduttrice Roncocesi-Reggio Emilia, per 2 milioni e 750mila euro. «Quest’opera – conclude l’ingegnere – è parte integrante di un progetto vasto e complesso sviluppato negli anni che ha consentito di realizzare un anello di trasporto dell’acqua senza prelievi intermedi lungo tutta la parte nord di Reggio. Di fatto abbiamo interconnesso diverse centrali di distribuzione con una condotta che parte da Campo Tozzi fino alla centrale idrica Reggio Est in grado, se necessario, di portare da sola l’acqua potabile anche nella Bassa, fino a Rolo. Il costo elevato dei lavori iniziati a gennaio è giustificato dalla lunghezza delle tubature: quattro chilometri di tubo da 800 millimetri di diametro, quasi un metro, in acciaio rivestito internamente con malta cementizia per il trasporto di acqua potabile. Tutto posato a tre metri di profondità». —

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