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LA POLEMICA 

La Cgil sul Piano per il turismo «Mai consultate le forze sindacali»

La Cgil sul Piano per il turismo «Mai consultate le forze sindacali»

La Camera del lavoro replica all’assessora Rabitti: «A pagare la crisi del settore sono i lavoratori» 

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REGGIO EMILIA. È ritornato in primo piano il tema della tassa di soggiorno e della sua introduzione nella nostra città. Un tema strettamente legato anzi intrecciato a quello di un piano per il turismo che viene messo periodicamente sul tavolo. Con la platea che si divide. Dopo l’intervento di Umberto Sidoli, imprenditore alberghiero, e quello di Francesca Lombardini, presidente dell’associazione provinciale albergatori Federalberghi di Confcommercio, è arrivato anche quello dell’assessora Annalisa Rabitti secondo la quale «il Comune di Reggio ha in fase di definizione – per la prima volta nella sua storia – il piano strategico per il turismo».

E proprio sull’intervento di Annalisa Rabitti interviene ora la Cgil. «Lo riteniamo – si legge in una foto – un fatto assolutamente importante e di assoluto interesse per un territorio che, prima dell’emergenza pandemica, si collocava agli ultimi posti per il numero di pernottamenti e che, fatto salvo che in occasioni di eventi quali, ad esempio, Fotografia Europea, o per le delegazioni estere riferite al circuito “Reggio Approach” per le scuole dell’infanzia, rimaneva sostanzialmente escluso dalle maggiori rotte turistiche regionali e nazionali. Spiace però constatare che le organizzazioni sindacali, almeno fino ad oggi, non siano state chiamate a un confronto che auspichiamo possa essere celermente recuperato».

«I settori del turismo e della cultura – prosegue il sindacato – sono di sicuro fra quelli più colpiti in questa fase; sono stati i primi a chiudere e saranno gli ultimi a riaprire. A fare le spese di questa situazione sono stati i lavoratori che partivano, va ricordato, da una condizione difficile: precarietà, lavoro nero e grigio, contratti intermittenti, che non sono certo figli di questo ultimo anno ma rappresentano purtroppo un aspetto caratterizzante di questi segmenti produttivi ed economici».

Venendo al punto, «la tassa di soggiorno deve essere una tassa di “scopo”. E sull’utilizzo di queste future entrate bisogna condividere non solo una destinazione ma anche una visione. Come Cgil, assieme alla Filcams, riteniamo che questa sia l’occasione buona per provare a cambiare passo, legando investimenti e strategie alla creazione di occupazione stabile e qualificata. Non può esistere, secondo noi, un piano strategico che prescinda dalla “bonifica” e dalla qualificazione del lavoro, perché il turismo si fa con persone qualificate, formate e correttamente retribuite, capaci di accogliere e guidare chi arriva alla scoperta della nostra provincia».

E ancora: «Chiediamo al Comune di colmare rapidamente il gap di coinvolgimento che fino ad ora è mancato convocando rapidamente un tavolo di confronto con tutte le parti sociali. In quella sede non sarà superfluo capire come il Comune intenda coniugare la propria proposta con la visione della Regione Emilia Romagna, che ha la potestà legislativa in materia, nonché con il Piano strategico nazionale, varato nel 2018 dal ministro Franceschini e che pare essere, ad oggi, completamente in stand by». —

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