«Contro la siccità, i laghetti lungo il Po»
Il piano snello ed ecocompatibile di Coldiretti regionale per gestire le risorsa idrica nonostante il cambiamento climatico
Boretto. La Coldiretti regionale, nella Giornata mondiale dell’acqua, lancia l’allarme siccità; una situazione attestata anche dal Po in secca, e causata dal cambiamento climatico. La Stessa Coldiretti propone una soluzione ecologica, poco costosa e realizzabile in tempi non biblici. «I l fiume Po – scrive – è in secca con lo stesso livello idrometrico della scorsa estate ad inizio agosto per effetto della lunga assenza di precipitazioni, proprio all’inizio della primavera quando le coltivazioni hanno bisogno di acqua per crescere». E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sul più grande fiume italiano.
«Si tratta – sottolinea la Coldiretti – della conferma dei cambiamenti climatici in atto che hanno cambiato soprattutto la distribuzione temporale e geografica delle precipitazioni . Al Ponte della Becca, a Pavia, il livello idrometrico del fume Po è di -2,6 metri, praticamente lo stesso di agosto 2020, con una situazione di magra che si registra in tutti i principali fiumi del bacino come l’Enza che è vicino al minimo storico o il fiume Savio.
«La stato del più’ grande fiume italiano – sottolinea la Coldiretti – è in realtà rappresentativa di una situazione di carenza idrica che riguarda in Nord e che mette a rischio le operazioni di semina delle principali coltivazioni come il mais e la soia necessarie per l’alimentazione degli animali in stalla ma anche le piantine di barbabietola sono già in campo. La mancanza di acqua a fine inverno preoccupa l’agricoltura poiché le riserve idriche – precisa la Coldiretti – sono necessarie per i prossimi mesi quando le colture ne avranno bisogno per crescere». Un fenomeno, però, che si ripete nel tempo come conferma il fatto che in Italia mancano 5 miliardi di metri cubi di acqua rispetto a 50 anni fa, come rilevato dall'Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (Anbi).
«La mancanza di acqua rappresenta – rileva la Coldiretti - l’evento climatico avverso più rilevante per l’agricoltura italiana con un danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti».
«Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie abbiamo elaborato e proposto per tempo un progetto concreto immediatamente cantierabile» afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. «Si tratta di un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale».
Il progetto prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse. «L’idea – prosegue Coldiretti – è di “costruire” senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione». Il piano della Coldiretti sulle risorse idriche per il Recovery Plan punta alla transizione verde in modo da risparmiare il 30% di acqua per l’irrigazione, diminuire il rischio di alluvioni e frane, aumentare la sicurezza alimentare dell’Italia. —
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