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Derby violento, condannati otto tifosi granata

T.S.
Derby violento, condannati otto tifosi granata

Pene da 6 a 10 mesi di reclusione per i disordini di Parma-Reggiana del 7 maggio 2017. Sono 23 gli ultrà a giudizio

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parma. È una “pioggia” di pene inflitte a non pochi tifosi granata quella maturata ieri in tribunale a Parma nell’udienza davanti al giudice Beatrice Purita.

Un processo scaturito dai disordini che macchiarono il derby calcistico Parma-Reggiana del 7 maggio 2017: nell’attesissima sfida di ritorno di Lega Pro (stagione 2016/2017) la tifoseria granata aveva creato non pochi problemi di ordine pubblico, come ricostruito dalle forze dell’ordine ducali.

In 23 sono stati citati a giudizio e i supporter della Regia risultano accusati, a vario titolo, di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento, porto di oggetti contundenti, travisamento (volti nascosti con sciarpe o passamontagna), lancio di fumogeni. Imputati con posizioni diverse, perché l’accusa ha indicato episodi illeciti dall’arrivo in stazione a Parma con tanto di successiva sfilata non autorizzata sino allo stadio Tardini, dove poi non sarebbero mancati atti violenti, fra cui un tombino scagliato. Durante il tragitto a piedi erano stati colpiti due agenti (una bottigliata e un’ombrellata). Allo stadio tanti altri momenti di tensione fra minacce, fumogeni, insulti e lancio di oggetti contro i poliziotti.

Ieri il giudice ha affrontato sette patteggiamenti e rispetto a quanto concordato dai difensori (gli imputati sono assistiti dall’avvocatessa Annalisa Bassi, ad eccezione di un tifoso tutelato dall’avvocatessa Rita Gilioli) è stata respinta solo la pena proposta per un 49enne residente a Reggio Emilia. Giunti, invece, a conclusione gli altri patteggiamenti con pena sospesa: 8 mesi di reclusione per un 43enne di Reggio Emilia e un 42enne di Baiso, 6 mesi di reclusione invece per tre altri tifosi (un 48enne di Reggio Emilia, un 47enne di Baiso e un 36enne di Reggio Emilia, ma per quest’ultimo la sospensione condizionale della pena è subordinata a lavori di pubblica utilità in quanto ha precedenti penali). L’ultima pena patteggiata è di 10 mesi di reclusione ed è stata applicata a un 44enne di Scandiano. Discusse anche due posizioni con rito abbreviato, chiusesi entrambe con la condanna a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per un 50enne di Reggio Emilia (difeso sempre dall’avvocatessa Bassi) e per un 54enne di Reggio Emilia (assistito dall’avvocatessa Chiara Carletti). Per tutti gli altri imputati è previsto il processo con rito ordinario che partirà fra un mese davanti ad un altro giudice monocratico. —

T.S.

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