«I bacini sono un’alternativa al progetto della diga di Vetto»
La direttrice di Coldiretti Reggio Emilia: «Il nostro unico obiettivo è la gestione razionale della risorsa idrica. Ma ora bisogna fare presto»
boretto. «La nostra proposta per risolvere il problema della carenza di acqua l’abbiamo presentata a Terna, Enel, Eni, Cassa depositi e prestiti e Anbi (l’associazione dei consorzi per la tutela delle acque irrigue, ndr) e poi il Consorzio di Bonifica dovrà svilupparla. Si tratta di un’alternativa ecologica, ambientalmente compatibile, meno costosa e più facile da realizzare della diga di Vetto». A sostenere “senza se e senza ma” il proggeto degli agricoltori per la realizzazione di una serie di laghetti lungo l’asta del Po, in grado di fornire acqua per l’irrigazione e per i cittadini, è la direttrice di Coldiretti Reggio Emilia, Maria Cerabona. «Lo spunto – spiega – è stata la Giornata mondiale dedicata l’acqua e la presa di coscienza che il cambiamento climatico sta provocando la tropicalizzazione dei nostri territori con eventi estremi, con straripamenti e siccità dei fiumi che creano solo danni all’agricoltura».
Per questo motivo, al netto dei grandi progetti sul tavolo, per gli agricoltori emiliano-romagnoli è arrivato il momento di agire «senza attendere ancora decenni – prosegue Cerabona – e con un’attenzione massima alla salvaguardia dell’ambiente. Il nostro unico obiettivo è la gestione razione della risorsa idrica». E i laghetti lungo l’asta del Po, utilizzando i bacini già esistenti, per Coldiretti sono, alla fine, una soluzione «che garantirebbe un risparmio di acqua fino al 30 per cento, una scelta ecologica, utile anche la turismo perché attrattiva, che assicurerebbe il rispetto del territorio, e che potrebbe rappresentare una riserva di acqua importante per l’approvvigionamento in caso di incendi».
Non solo: «Rispettando l’ambiente – afferma Maria Cerabona – si diminuirebbe il rischio idrogeologico e il rischio di frane e smottamenti». Insomma, una soluzione che, secondo gli agricoltori, porterebbe più benefici che problemi da risolvere, soprattutto in prospettiva. «Vedremo che farà la Bonifica – conclude la direttrice Coldiretti Reggio Emilia – l’importante è fare presto». —
C.O.
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