I genitori della De Amicis si mobilitano contro la didattica a distanza
CAVRIAGO. Di certo non sono passati inosservati i cartelli che sono spuntati davanti ai cancelli della scuola De Amicis lo scorso fine settimana. Il gruppo di genitori “Priorità alla scuola” ha infatti promosso una nuova iniziativa contro la Dad, dal titolo “La scuola è a scuola”, attraverso la quale ha chiesto ai cittadini cavriaghesi di preparare un cartello sul tema della riapertura immediata delle scuole e di appenderlo alla cancellata della primaria De Amicis.
«Da oltre due settimane – scrivono i promotori – decine di migliaia di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, sono a casa, davanti ad un monitor, per tentare di dare continuità ad un percorso scolastico che però, nonostante gli sforzi degli insegnanti, scuola non è. A distanza di un anno dall’inizio della pandemia, in assenza di un quadro chiaro e di fonti certe relativamente ai luoghi reali di trasmissione dei contagi, ancora una volta si è puntato il dito contro i più giovani, indicati come gli untori del nostro tempo. Tutto ciò è inammissibile, considerando anche il fatto che contestualmente alla chiusura delle scuole è stato deciso che tantissime attività economiche possono continuare l’attività anche in zona rossa».
In sostanza i genitori sostengono che sono stati chiusi «gli unici spazi sicuri», appunto le scuole, «in cui sono stati attivati rigidi ed efficaci protocolli che permettono tracciamenti in tempo reale, mentre vengono lasciati aperti quasi tutti i luoghi in cui spesso non sono state avviate queste procedure».
Ci tengono a precisare che gli istituti scolastici sono chiusi da venti giorni e il numero dei contagi non accenna a diminuire, per poi domandare: «È quindi colpa della scuola l'aumento che si è registrato nelle scorse settimane? C'è qualche istituzione che può rispondere a questa semplice domanda?».
«Da mesi – concludono – in tutta Italia si susseguono iniziative di protesta sul tema della didattica a distanza, riteniamo che anche a Cavriago sia giunto il momento di dare un segnale concreto, capace di rappresentare la contrarietà della nostra comunità a questa situazione». —
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