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L’opposizione: mancano i soldi per le nuove opere pubbliche

M.P.
L’opposizione: mancano i soldi per le nuove opere pubbliche

Scontro in consiglio comunale sulla quotazione in Borsa delle azioni di Iren  Il sindaco: «Venderle per costruire cattedrali nel deserto è inaccettabile»

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CADELBOSCO SOPRA. Vivace discussione sabato scorso durante il consiglio comunale trasmesso sul canale Youtube tra il consigliere Marco Piccinini di “Cadelbosco per tutti” e il sindaco Luigi Bellaria sul patrimonio comunale di azioni Iren che hanno subìto un forte calo in borsa. Piccinini ha criticato la gestione finanziaria dell'ente. «A Cadelbosco si sono persi in un anno 1.200.000 euro con un patrimonio di azioni Iren per oltre 5 milioni di euro. Alla fine del 2019 valgono 3.800.000 euro. Azioni che danno un dividendo quasi pari al costo interessi per mutui accesi alla Cassa Depositi e prestiti che si potevano evitare visto il patrimonio. C'è un'altra questione – spiega Piccinini – L'amministrazione comunale ha dovuto per legge rivalutare immobili pubblici ma quelli inutilizzati come le ex scuole di Villa Argine e Zurco, se non ci sono progetti per il loro riutilizzo, avrebbero dovuto essere venduti per evitare di sprecare soldi in manutenzioni e deprezzamenti».

Il sindaco Bellaria dal canto suo ha risposto che «vendere azioni Iren senza progetti di fattibilità per poi costruire cattedrali nel deserto è inaccettabile». E ha aggiunto: «Abbiamo progetti di vario genere ma li stiamo valutando». Alla risposta del sindaco Bellaria il consigliere di minoranza ha sbottato: «Ma quali cattedrali nel deserto. Anche solo per la gestione economica di un buon padre di famiglia, un sindaco non può non aver contezza di perdite così importanti dei soldi dei cittadini. Il dividendo di 180mila euro contro una perdita di 1.200 mila euro nello stesso esercizio è da inadeguati. Vendere gli immobili è un'iniziativa pubblica non un' idea personale. Cadelbosco Sopra ha bisogno di opere pubbliche quali lavori antisismici per le scuole, i cimiteri, la ciclabile per Reggio attesa da oltre 15 anni, la digitalizzazione e sistemazione dell’archivio, maggiori disponibilità per nuove emergenze che stanno nascendo. Queste sono le sfide – ha concluso Piccinini – Opere che esigono svolte forti nell’uso dei soldi e del patrimonio del Comune e che sono dei cittadini. Proporremo, come già successo per il caso Kis, il coinvolgimento dei cittadini visto che il sindaco e la giunta non vogliono ascoltare». —

M.P.

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