Comer Industries lima il fatturato ma migliora margini e incassa più utili
Ricavi a 396 milioni e risultato netto di 21,8 milioni (+17,6%) Storchi: «I nostri investimenti hanno sconfitto l’incertezza»
REGGIOLO. Tre mesi di cassa Covid e poi Comer Industries è tornata a correre come se quasi nulla fosse. La trasmissione della potenza, l’azienda di Reggiolo l’ha applicata anche ai suoi conti del 2020, anno in cui ha registrato ricavi consolidati limati e tornati sotto i 400 milioni, pari a 396 milioni (-2,1% a cambi correnti, -0,6% a cambi costanti rispetto all'anno precedente), ma con margini in forte miglioramento e un utile netto cresciuto invece a 21,8 milioni (+17,6%), pari al 5,5% dei ricavi.
Risultati che per l’ad e presidente Matteo Storchi diventano la miglior cartina di tornasole dopo un altro anno vissuto da imprenditore muscolare, tra sfide del mercato, pandemia e riorganizzazione dei siti produttivi con braccio di ferro sindacale compreso.
Per il gruppo dei sistemi avanzati di ingegneria e soluzioni di meccatronica per la trasmissione di potenza - quotato al segmento Aim di Borsa Italiana - a marginalità e la posizione finanziaria sono in netto miglioramento per il quarto anno consecutivo» segnala la società, con un margine operativo adjusted a 50 milioni (+11,3%), pari al 12,6% dei ricavi e un Ebit a 30,4 milioni (+9,2%), pari al 7,7% dei ricavi. La posizione finanziaria netta consolidata adjusted è positiva a 26,7 milioni, in miglioramento di circa 30 milioni rispetto al 31 dicembre 2019.
«Nonostante il contesto macroeconomico globale e la forte incertezza che ha caratterizzato il mercato per tutto il 2020 – ha commentato Storchi - i risultati del nostro gruppo non possono essere letti che con grande soddisfazione: un fatturato consolidato che, in linea con l’esercizio precedente, riafferma lo sviluppo degli ultimi anni e una redditività in ulteriore crescita con il proseguimento del piano di investimenti. Abbiamo scelto con cura gli aspetti che riteniamo prioritari per il futuro nostro e delle prossime generazioni, con azioni concrete che vogliamo portare avanti negli anni a venire».
Il cda ha proposto un dividendo di 0,50 euro per azione, che dovrà andare in approvazione il prossimo 28 aprile 2021. Un guadagno giunto nonostante il quadro economico l’anno passato avesse virato verso l’incertezza. Comer ha preso diverse misure, come il piano di efficientamento interno dei siti produttivi italiani che ha portato al trasferimento delle linee di assemblaggio “Planetary Drives” e “Axles” dallo stabilimento di Cavriago al polo industriale di Reggiolo, «garantendo la piena occupazione di tutto il personale» ci tiene a precisare l’azienda nella nota sul bilancio: «Grazie a questa riorganizzazione, negli stabilimenti di Reggiolo verranno acquisite importanti competenze che andranno a integrare il centro operativo locale rendendolo a tutti gli effetti un polo con sempre maggiore importanza e strategicità nelle attività del gruppo. Scelta nata in ottica di efficientamento e ottimizzazione degli spazi che, attraverso la razionalizzazione e il miglioramento continuo, ha favorito la sinergia di risorse, attività e produzioni e ha generato visibili benefici già nel secondo semestre dell’anno 2020».
Non bisogna scordare la sfida di Comer come apripista nella ripartenza dopo il lockdown, mutuata dall’esperienza della sede cinese, che fece a suo modo scalpore. «Il futuro ci pone davanti molte sfide e noi siamo pronti ad affrontarle – dice ora Storchi - forti dei nostri valori e del nostro desiderio di continuare ad essere protagonisti. In un momento storico in cui tutti disquisiscono di sostenibilità, di innovazione, di leadership noi non vogliamo limitarci a parlarne, alle parole preferiamo i fatti». —
Enrico Lorenzo Tidona
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