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Medici di base già rimasti senza fiale di vaccino Attesa per 145mila dosi

Leonardo Grilli
Medici di base già rimasti senza fiale di vaccino Attesa per 145mila dosi

Resta “in sospeso” circa la metà del personale scolastico emiliano-romagnolo L’assessore Donini: «Ad aprile forniture più cospicue, aumenteremo il ritmo»

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Leonardo Grilli

reggio emilia. La campagna vaccinale subisce un altro stop, fortunatamente solo momentaneo. I medici di base reggiani ed emiliano-romagnoli hanno finito le dosi di vaccino anti-Covid e resta dunque in attesa la metà (circa 60.000 persone) del personale scolastico.

scuola e medici di base

A spiegarlo ieri durante un’informativa in Commissione, e successivamente in una conferenza stampa con i media regionali e nazionali, l’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna, Raffaele Donini. Le dosi di AstraZeneca affidate ai medici di famiglia, ha chiarito Donini, «le hanno praticamente finite tutte in due settimane». Nonostante ciò, ha però tranquillizzato l’assessore, «siamo pronti a passare alla fase di “allert 2” del nostro piano vaccinale, che vuol dire arrivare a circa 20mila somministrazioni al giorno rispetto alle 10mila odierne».

Ad aprile infatti è stata annunciata per l’Emilia-Romagna una maxi fornitura di 488mila vaccini mentre, già questa settimana, «ne attendiamo altri 145.790. Quindi già nei prossimi giorni puntiamo ad arrivare al secondo step e se necessario progredire ulteriormente fino al tetto massimo di 45mila dosi giornaliere, oltre a quelle di competenza dei medici di base». Medici che, ha ribadito però Donini, «ora non hanno dosi. Speriamo di avere quanto prima vaccini che possano essere gestiti meglio da loro, come AstraZeneca e Johnson&Johnson, ci sono 3mila medici di famiglia emiliano-romagnoli che aspettano solo le dosi». I sieri di Moderna e Pzifer infatti, richiedendo temperature di conservazione molto basse e sono meno adatti alla somministrazioni negli studi medici.

i “caregiver”

Ma, annuncia Donini, «a loro affideremo un altro target di popolazione, oltre a concludere quello scolastico appena ci saranno i vaccini: quello dei “caregiver” (ovvero coloro che si prendono cura di anziani, disabili e persone non autosufficienti, ndr). Speriamo di poter rimettere in moto il più presto possibile questa potenzialità».

L’ampliamento del target affidato ai medici di famiglia, tra l’altro, permetterà di ridurre in parte il problema delle 11 persone da vaccinare nello stesso momento (queste le dosi contenute in una fiala AstraZeneca) in maniera da sprecare la minor quantità possibile di vaccini.

aziende e farmacisti

Per quanto riguarda le vaccinazioni da eseguire tra le diverse categorie professionali, prosegue Donini, «abbiamo già registrato l’interessamento delle imprese, soprattutto le grandi aziende, che sono pronte a vaccinare i loro dipendenti» sfruttando il medico aziendale.

Ma questo sarà possibile «quando avremo completato le principali categorie a rischio». Un passo avanti lo hanno fatto anche i farmacisti, ma in questo caso la Regione è in attesa del via libera del piano nazionale perché si possa “abilitare” a tutti gli effetti la categoria a somministrare i vaccini.

i riservisti

Un altro tema per nulla secondario affrontato dall’assessore – visto il grande interesse che ha suscitato anche fra molti reggiani – è l’apertura del governo alla somministrazione delle dosi avanzate a fine giornata così da evitare sprechi.

Ma Donini è stato chiaro, stroncando le speranze di tanti: «Ci sono degli elenchi già compilati di riservisti e sono composti da coloro che si erano prenotati per i giorni successivi e che all’atto della prenotazione hanno indicato la disponibilità a essere chiamati nel giro di pochi minuti per essere vaccinati in exstemis con le dosi in eccesso». Nessuna possibilità quindi di avere il faccino se non si rientra nelle fasce di popolazione per cui è già iniziata la campagna.

«Non ha quindi alcun senso – ha precisato ancora l’assessore – accalcarsi davanti ai centri vaccinali spontaneamente con la volontà di avere un vaccino se dovessero rimanere delle dosi. I riservisti sono solo coloro che rientrano nelle categorie da vaccinare, se rischio di perdere una dose chiamo un over 80, un over 75, un professionista sanitario, non chi passa di lì in quel momento».

i numeri

Nonostante gli stop, le forniture che non arrivavano e le difficoltà logistiche, nel complesso la campagna vaccinale in regione sta però procedendo bene.

«Ad oggi abbiamo somministrato l’88 per cento delle dosi consegnate in Emilia-Romagna – spiega Donini – e siamo fra le regioni che hanno effettuato la maggior parte delle dosi ricevute, 779.340 dall’inizio della campagna vaccinale. Ricordando che una quota del 10/15 per cento di fiale è bene mantenerla di scorta nel caso di ritardi nelle consegne, come accaduto in questi mesi. Fra le persone che hanno completato il ciclo di immunizzazione in Italia quasi il 10 per cento è emiliano-romagnolo e questo è un dato che dimostra come l’organizzazione che abbiamo messo in piedi sia in grado di muoversi rapidamente».

Potenziate anche le vaccinazioni a domicilio: «Sono una novantina le Usca sul territorio regionale, con 572 medici coinvolti». —

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