Gazzetta di Reggio

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La Passeggiata settecentesca 

«Penso a Porta Castello come stazione strategica»

Luciano Salsi
«Penso a Porta Castello come stazione strategica»

L’architetto Bedogni sul progetto di riqualificazione approvato dalla Giunta «Le scelte politiche devono essere accompagnate da una visione creativa» 

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Luciano Salsi

REGGIO EMILIA. Un passo avanti nella direzione giusta, ma anche un’occasione parzialmente mancata.

È positivo ma non entusiastico il giudizio dell’architetto Paolo Bedogni sulla riqualificazione della Passeggiata settecentesca, nel tratto che comprende la parte terminale di via Ludovico Ariosto, piazza Diaz e l’inizio di viale Umberto primo.

A suo parere il progetto, approvato dalla Giunta comunale di Reggio e illustrato giovedì scorso in videoconferenza, dovrebbe lasciare agli architetti una maggiore «possibilità compositiva» per portare a compimento la rinascita dell’estremità meridionale del centro e dell’intera città storica, con la realizzazione della tranvia Rivalta-Mancasale che troverebbe in Porta Castello lo snodo fondamentale.

L’architetto Bedogni aveva organizzato dal 2016, insieme al comitato di Porta Castello e ai commercianti della zona, l’annuale manifestazione “Via Ariosto Urban Renaissance” con l’intento di prefigurarne una sostanziale trasformazione nel senso della mobilità dolce. Ne è venuto un contributo di idee che l’amministrazione comunale afferma di avere recepito anche con la diretta consultazione dei suoi promotori. «Il progetto di Via Ariosto all’interno della cosiddetta Passeggiata settecentesca – scrive Bedogni – rappresenta un’occasione per l’intero centro grazie alla sua collocazione d’ingresso verso la città storica, potenzialità della quale ho già avuto modo di parlare nell’articolo pubblicato sulla Gazzetta il 30 gennaio scorso».

La sua analisi distingue, nel progetto, la visione urbanistica e il disegno architettonico, che le deve dare una forma coerente.

«Il primo aspetto urbanistico – riconosce l’architetto – viene affrontato seguendo le indicazioni europee e prevede una città a velocità 30 chilometri orari, nell’ottica di ridurre le carreggiate e al fine di privilegiare la mobilità lenta delle persone a piedi (allargamento dei marciapiedi) e in bicicletta (percorsi ciclabili). Tutto ciò nel rispetto delle indicazioni internazionali dei piani della mobilità sostenibile. Tali piani hanno un respiro decennale intervenendo sulla mobilità nel suo complesso. Una nuova visione di mobilità comporta il coinvolgimento dello snodo di Porta Castello tra via Ariosto e viale Umberto I, interessando la viabilità della circonvallazione». A questo punto Bedogni prospetta ciò che non è ancora oggetto dell’attuale progettazione: «È da tempo – precisa l’architetto – che propongo la sua trasformazione in anello verde e con la limitazione della percorrenza delle auto di attraversamento. Tale cultura internazionale della mobilità suggerisce interventi tecnologici adeguati come la tranvia (sostenuta più volte in diversi miei interventi). Se realizzata, la tranvia metterà in rapporto il centro storico con l’Europa attraverso il suo collegamento con l’alta velocità e con le zone residenziali a sud di Reggio».

Porta Castello, situata a metà del suo tracciato, ne diventerebbe il «luogo di interscambio modale» dotato di una «stazione strategica» alla quale, a suo parere, si dovrebbe dare un «segno architettonico caratteristico».

Perciò viene chiamata in causa la «traduzione creativa» che l’architettura sa offrire alle scelte politiche e urbanistiche secondo una «visione innovativa e di stampo europeo» .

«Porta Castello – insiste l’architetto – potrebbe diventare una vera e propria porta di accesso alla città, con la nuova università all’ex Seminario, grazie a interventi in grado di invertire la rotta di una strada come via Ariosto, che risente di una mancata soluzione compositiva adeguata, fin da quando sono state demolite a fine Ottocento le mura con il palazzo di ingresso. Urbanistica e architettura hanno al loro interno risorse ed elementi per innovare pezzi di città come Porta Castello. Mi sembra che valesse la pena di aver maggior coraggio per offrire agli architetti una maggiore possibilità compositiva».

L’inizio dei lavori, che dovrebbero protrarsi per dodici mesi, è previsto per il prossimo autunno.

Il Comune di Reggio Emilia vi ha destinato circa la decima parte dei 14,5 milioni di euro del progetto Ducato Estense, promosso e finanziato dal ministero dei Beni culturali: 800mila euro per il tratto interno al centro storico, 400mila per quello esterno e 150mila per interventi sulla mobilità, in totale un milione e 350mila euro. —

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