Va in terapia per riabilitarsi via il braccialetto allo stalker
È accusato di avere perseguitato e causato lesioni alla madre dell’ex fidanzata Il giudice accoglie il percorso di riabilitazione iniziato dall’agricoltore di 24 anni
GUASTALLA. Via anche il braccialetto elettronico. Così il giovane agricoltore guastallese di 24 anni accusato di stalking potrà riconquistare una più ampia libertà, salvo dover frequentare un percorso terapeutico per non reiterare comportamenti persecutori nei confronti delle donne. Una decisione confermata ieri dal gup Dario De Luca, che ha accolto così la linea del difensore, Andrea Pellegrini, relativa alla vicenda partita nel giugno scorso e che ha portato al processo approdato in tribunale. La vicenda riguarda la denuncia per stalking e lesioni personali presentata in questura a Reggio Emilia contro l’agricoltore. Una vicenda piuttosto delicata, visto che a segnalare alle autorità la persecuzione è stata la madre dell’ex fidanzata del giovane contadino. Una denuncia – presentata una volta terminato il primo lockdown causato dalla pandemia – che nei mesi scorsi ha fatto scattare gli accertamenti della polizia, coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi.
L’indagine aveva portato ben presto a provvedimenti pesanti nei confronti del 24enne. Nel giugno scorso, mentre era in vacanza in Romagna con la nuova fidanzata, l’agricoltore si è visto infatti all’improvviso privato della libertà personale: arresti domiciliari con tanto di braccialetto elettronico, divieto di dimora a Guastalla e divieto di avvicinarsi alla denunciante. Misure cautelari legate all’applicazione del “codice rosso”, vale a dire la legge introdotta nell’agosto 2019 che attribuisce una corsia preferenziale a questa tipologia di reati contro le donne, accelerando l’intervento delle forze dell’ordine e inasprendo le pene. Provvedimenti restrittivi che, con il trascorrere dei mesi, sono stati pian piano ridotti, e di recente sul giovane restava “solo” il controllo con il braccialetto elettronico. Ora anche quello è stato ritirato, attraverso la possibilità – sempre prevista dal “codice rosso” – di affrontare un percorso terapeutico affidato alla comunit Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia. Una terapia fatta di test, incontri e sostegno professionali, ben accolti dal legislatore così come dal giudice reggiano.
Il tutto è infatti scaturito, circa tre anni fa, dal comportamento del giovane agricoltore che si era fidanzato con la figlia (al tempo minorenne) della donna che l’accusa. Un rapporto sentimentale come tanti; poi qualcosa si sarebbe incrinato nei rapporti con la fidanzata e, soprattutto, con la madre di lei, visto che quest’ultima, nella denuncia, ha messo nero su bianco non solo atti persecutori da parte del 24enne, ma anche episodi violenti che le avrebbero causato lesioni personali. Vista la situazione creatasi dal giugno scorso, con tanto di arresti domiciliari ora revocati, l’indagato si è rivolto all’avvocato Andrea Pellegrini, che sta seguendo l’indagato attraverso il percorso di recupero, con effetti anche in sede giudiziale. —
E.L.T.
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