«Alle Reggiane i risultati già si vedono Alcuni adesso hanno altre sistemazioni»
Camisasca sull’intervento in aiuto agli stranieri che vivono nel degrado: «Nemmeno il Covid ci ha fermato»
Leonardo Grilli
reggio emilia. Il 18 dicembre, quando in conferenza stampa venne lanciato il progetto “Reggiane off” per liberare le ex Officine dal degrado e aiutare i senzatetto, era presente in rappresentanza della Diocesi lo stesso vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca. Le sue furono parole di esortazione e al tempo stesso di fuoco: «Entro 90 giorni dobbiamo trovare delle sistemazioni adeguate e dovrà essere ripulita l’intera area». Questa era la «condizione per una partecipazione convinta della Diocesi» al programma.
Tre mesi sono passati. Cosa è stato fatto in questi novanta giorni? E se poco è stato fatto, continuerà la Diocesi a partecipare al progetto?
«Le ex Reggiane coprono un’area immensa. La mia provocazione, concordata del resto con gli altri, aveva lo scopo di esprimere un convincimento: “Questa volta dobbiamo farcela. Non possiamo limitarci a dei proclami o a delle manifestazioni di intenti”. Ero ben consapevole di trovarmi di fronte a una situazione difficile da affrontare, perché l’area delle ex Reggiane è di proprietà privata, e di non facile controllo per la sua vastità. Presenta al suo interno insediamenti di persone di diversa origine e legalità. Come ha dichiarato ai giornali l’assessore Marchi, c’è una volontà comune di agire. La Diocesi e il Comune sono in prima linea. Certo, occorre una valutazione delle persone presenti: di quelle che possono essere inserite in percorsi di integrazione e di quelle dedite a itinerari delinquenziali che devono essere valutate nella loro pericolosità. Abbiamo preso un impegno preciso: risolvere il problema “ex Reggiane”. Manterremo l’impegno».
In che modo?
«Stiamo lavorando in tal senso e i primi risultati già si vedono. Con interventi mirati già in corso di realizzazione stiamo procedendo a fornire accoglienza e assistenza alle persone che lì vivono ristabilendo, in collaborazione con le forze dell’ordine, sicurezza e legalità. Alcune strutture sono già state liberate e messe in sicurezza. Le prime persone hanno trovato ospitalità. Nel prossimo mese di aprile è previsto un secondo intervento e così per il mese successivo. Non dimentichiamo che tutto ciò avviene in concomitanza con una pandemia. Ma questo, pure creando serie difficoltà, non ci ha fermato».
Sempre il 18 dicembre – e non solo – lei disse che la vita dentro le Reggiane «non è dignitosa, non sono dignitosi quelli spazi e non è umano viverci. Dobbiamo aiutare le persone a uscirne». In questo senso il diacono Braghiroli, don Simonazzi e la Caritas da anni sono impegnati in quel contesto. Com’è stato l’inverno dentro le ex Officine e quanto è riuscita a fare la Diocesi, nonostante la pandemia?
«Devo ringraziare quanti, durante questi anni, si sono impegnati con grande carità e coraggio affinché le ex Reggiane fossero anche luogo di preghiera e di incontro con il cristianesimo, oltre che di incontro con fra diverse fedi religiose. Questo impegno non contraddice assolutamente l’altro. Mentre le persone sono lì vanno aiutate, ma nello stesso tempo occorre trovare una soluzione che superi la disumanità delle condizioni di vita di quel luogo».
Il Codice di diritto canonico prevede che il 3 novembre di quest’anno, al raggiungimento del suo 75° compleanno, dovrà rassegnare le dimissioni. Che, tradotto in termini laici, significa andare in pensione. Durante il suo vescovato si è spesso impegnato per i senzatetto che abitano le ex Officine e dirompente fu la messa che tenne a ottobre 2019 fra quei capannoni. Si ha quasi la sensazione che risolvere il dramma delle Reggiane per lei sarebbe quasi un lascito da donare alla città.
«Fin dal mio arrivo a Reggio ho sentito questa città come la mia città e ho inteso il mio compito di vescovo come un contributo alla vita dei miei concittadini. La Chiesa ha una responsabilità sociale: la fede è chiamata a dar forma alla bellezza dell’abitare e del vivere assieme». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA+++++
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
