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«Chiederemo alla Regione di poter vaccinare tutti i detenuti»

Martina Riccò
«Chiederemo alla Regione di poter vaccinare tutti i detenuti»

Il prefetto Iolanda Rolli appoggia le richieste dal carcere Ieri i positivi sono aumentati ancora: 26 nelle celle, 15 agenti

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Martina Riccò

REGGIO EMILIA. «Siamo consapevoli della situazione e chiederemo alla Regione di inserire la popolazione dei detenuti tra le categorie da vaccinare al più presto, partendo da chi è più anziano».

Lo assicura il prefetto di Reggio Emilia, Iolanda Rolli, dopo l’allarme lanciato dai sindacati della polizia penitenziaria reggiana. Nel carcere di via Settembrini, infatti, si è sviluppato un focolaio che non accenna ad esaurirsi. Dopo il primo caso di positività tra i detenuti registrato il 15 marzo, ieri i positivi sono diventati 26. Anche gli agenti di polizia penitenziaria sono stati contagiati: l’aggiornamento di ieri conta 15 poliziotti positivi, di cui uno ricoverato in ospedale, e 26 in isolamento domiciliare.

Numeri in costante crescita, che hanno spinto i sindacati Fp Cgil, Fns Cisl e Uilpa a richiedere urgentemente che venga avviata una campagna di vaccinazione anche sui detenuti. Oltre al rischio sanitario, infatti, il carcere sta “covando” un rischio di sicurezza sociale: «Le procedure anticontagio – hanno spiegato i sindacati – prevedono che i detenuti stiano sempre chiusi in celle minuscole, progettate originariamente per una persona sola, ventiquattr’ore su ventiquattro. E il personale, già sotto organico, a causa del Covid è falcidiato. Non si può continuare così, il rischio di disordini è elevatissimo».

«La vaccinazione sul personale della polizia penitenziaria sta procedendo – la risposta del prefetto – e dovrebbe essere completata entro un paio di settimane». Tempi lunghi, considerato il numero di agenti impegnati alla Pulce, ma necessari: «Ci sono poliziotti malati e altri in isolamento fiduciario, e chi si sottopone al vaccino può avere febbre o malessere per uno-due giorni, quindi non possiamo procedere a una vaccinazione di massa. Dobbiamo rispettare questo piano per garantire la presenza del personale in servizio».

E per quel che riguarda i detenuti, afferma: «Se la Regione deciderà di organizzare la campagna sarà un’operazione complessa: non solo perché le vaccinazioni andranno fatte in loco, come avvenuto nelle case di riposo per anziani, ma anche perché non tutti i detenuti potranno essere vaccinati con lo stesso tipo di vaccino a causa di età e patologie diverse». Intanto fuori dal carcere continua l’attività delle forze dell’ordine, impegnate a controllare che vengano rispettate le regole anticontagio. «I numeri – commenta il prefetto – tratteggiano un quadro positivo, dimostrando ancora una volta l’elevato senso di responsabilità di cui i reggiani sono dotati. Dall’inizio della pandemia sono state controllate quasi 186mila persone (43mila dall’inizio dell’anno, di cui 874 persone nella giornata di mercoledì) e circa 154mila attività commerciali (più di 9mila dall’inizio dell’anno, di cui 326 mercoledì). In tutto sono state sanzionate circa 4mila persone e poco meno di 100 attività, di cui solo 60 costrette a chiudere provvisoriamente».

Dati incoraggianti, che però non devono fare abbassare la guardia: «I cittadini devono continuare ad agire con estrema cautela nel rispetto delle regole – si raccomanda il prefetto – e le forze dell’ordine continueranno a controllare. Per Pasqua abbiamo già deciso, in collaborazione con le polizie locali, un piano per monitorare il territorio. Sorvegliati speciali saranno i parchi, le aree verdi, le stazioni e i caselli autostradali». In ultimo, un sentito apprezzamento: «Le forze di polizia, compresa quella penitenziaria, stanno affrontando questa emergenza con impegno, attenzione e dedizione. Ma i reggiani hanno dimostrato di avere un grande senso di responsabilità. Teniamo duro, non molliamo adesso». —

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