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correggio, il processo 

«Il vicino voleva accoltellarmi ho avuto paura di morire»

T.S.
«Il vicino voleva accoltellarmi ho avuto paura di morire»

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correggio. Fatica ad arrivare verso la sentenza una vicenda che la Procura inquadra come cattivo vicinato e che fa riferimento ad un episodio di quasi sei anni fa, mentre solo ieri, dopo tre anni, la prima udienza in tribunale a Reggio Emilia (in precedenza bloccata da un problema di notifiche).

Alla sbarra un operaio correggese di 42 anni che è accusato di minacce nei confronti di un impiegato.

Nel 2015 risiedevano nello stesso stabile, ora non più perché l’imputato se n’è andato.

Fra le varie deposizioni di ieri pomeriggio davanti al giudice Silvia Semprini, la più significativa è stata ovviamente quella dell’impiegato che si è costituito parte civile tramite l’avvocatessa Mariastella Mescoli.

Ha detto a chiare lettere che ha temuto di morire l’8 luglio di sei anni fa – avendo paura anche per le sorti del figlio 13enne che era con lui – quando il litigio sarebbe scoppiato per il posto-auto occupato dal vicino mentre l’impiegato stava facendo un piccolo trasloco.

«Non riuscendo a raggiungermi per colpirmi con quel coltello che brandiva – dice – è salito in macchina e mi ha inseguito a forte velocità. Voleva investirmi, ma sono riuscito ad oltrepassare un muretto, girando attorno al condominio. Per fortuna sono arrivati in fretta i carabinieri e la situazione si è ben presto normalizzata».

Un’accusa di minaccia aggravata a cui fa muro il difensore dell’operaio, cioè l’avvocato Paolo Bertozzi: «Quei posti auto non erano assegnati – dice ai cronisti il legale – e dovremo verificare cosa emergerà dagli altri testimoni (si tornerà in aula il primo luglio per sentire i carabinieri intervenuti e la moglie dell’imputato, ndr), cos’hanno visto e se c’è stata effettivamente una reazione».

Fra l’altro non è la prima volta che questi ormai ex vicini di casa si contrappongono in un procedimento.

Per una storia di schiamazzi ed un presunto pugno di otto anni fa, si sono trovati uno di fronte all’altro in un’aula giudiziaria, ma quella volta a parti invertite.

E l’impiegato – accusato di lesioni – era stato poi assolto sempre dal giudice Semprini che ora si sta occupando anche di quest’ultimo caso. —

T.S.

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