Insegnanti, studenti e genitori scioperano per la scuola
REGGIO EMILIA. «Gentilissima professoressa, le mandiamo questa mail per informarla che nostro figlio stamattina si asterrà dal collegarsi al computer nelle ore di didattica a distanza per aderire allo scioperoper la riapertura immediata di tutte le scuole».
La protesta organizzata per oggi (ore 10) in piazza Prampolini dal sindacato Cobas e dal gruppo “Priorità alla scuola” coinvolgerà anche bambini, ragazzi e genitori. Lo dimostra la mail inviata da una mamma alla scuola media Pertini, e anche alla nostra redazione, per spiegare i motivi che oggi porteranno decine di persone in centro a Reggio: «È un atto che noi genitori, insieme a nostro figlio, crediamo importante per sottolineare che la scuola è un bene primario – scrive la mamma – e, in quanto tale, l’ultimo che dovrebbe chiudere».
Della stessa idea il gruppo “Priorità alla scuola”, composto da docenti e studenti e nato lo scorso anno, dopo il primo lockdown. L’obiettivo della manifestazione, organizzata in concomitanza dello sciopero indetto dal sindacato Cobas a cui aderirà anche il Coordinamento nazionale precari della scuola, ha due grandi obiettivi: «Il primo è chiedere l’apertura immediata di ogni scuola di ordine e grado – spiegano gli organizzatori – l’altro che una congrua parte del Recovery Fund sia riservata al rilancio della scuola pubblica». Tra le richieste avanzate: «L’incremento della spesa pubblica per la scuola, che dovrebbe essere portata almeno ai livelli della media europea, dunque al 5 per cento del Pil», e la riduzione del numero di studenti per classe «fissando un tetto massimo di venti e abolendo la possibilità di accorpare classi diverse».
Gli organizzatori della protesta, che verrà attuata su tutto il territorio nazionale, chiedono inoltre che venga potenziato il personale scolastico in ogni istituto di ordine e grado, con un piano di assunzioni e stabilizzazione dei docenti precari. Non ultimo: «L’adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con la possibilità di ripristinare vecchi edifici momentaneamente dismessi e la realizzazione di nuovi». —
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