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Iren, ricavi giù e utili stabili. A Reggio cedola da 8 milioni

Enrico Lorenzo Tidona
Iren, ricavi giù e utili stabili. A Reggio cedola da 8 milioni

Fatturato -12,8%, risultato netto a 235 milioni e la cedola sale a 0,095 euro  Boero: «Investiti in crescita del 30,7%: 60 milioni in provincia di Reggio Emilia»

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. Covid e clima mite riducono il fatturato di Iren che nonostante la limata continua a fare felici i Comuni azionisti mantenendo una generosa cedola che per la sola Reggio Emilia vale 7,9 milioni di euro.

Il cda dell’azienda dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti ha approvato ieri i risultati 2020 che vedono ricavi pari a 3,7 miliardi, in riduzione del 12,8% per effetto principalmente del calo dei prezzi delle commodities, del clima mite e degli effetti del lockdown in seguito alla pandemia Covid-19. Per contro l’Ebitda di 927 milioni è in crescita dell’1,1% (sarebbe +5,7% al netto delle partite straordinarie) e l’utile netto è stato di 235 milioni, in linea quindi con quello dello scorso anno (236 milioni), a fronte di un rafforzamento della propria base clienti nei settori energetici (1,877 milioni di clienti), in aumento di oltre 60.000 unità rispetto a fine 2019, «evidenziando la solidità del modello di business e l’efficacia della strategia del gruppo» commenta l’ad Massimiliano Bianco.

Oltre ai dividendi, la cartina di tornasole anche per i territori sono però gli investimenti: nel 2020 il gruppo ha realizzato 685 milioni di investimenti, «in crescita del 30,7% rispetto al 2019, di cui 60 milioni in provincia di Reggio Emilia - sottolinea il presidente Renato Boero - Di questi, 350 milioni di euro sono stati investiti su progetti inerenti la multi-circle economy, evidenziando l’attenzione che il gruppo dimostra nei confronti dell’ambiente e dei suoi territori e garantendo un importante sostegno in un periodo di estrema complessità».

Il cda proporrà quindi all’assemblea dei soci un dividendo in incremento del 2,7% a 0,095 euro per azione, una crescita che segue i significativi incrementi della cedola degli scorsi anni e l’ulteriore previsione di crescita della stessa fino al 2025. Proprio ciò che si aspettano i sindaci dei Comuni azionisti dell’ex municipalizzata, che tra cedole e investimenti è una delle ultime casseforti per le amministrazioni che, anche a causa del Covid, da un lato devono investire dall’altro vedono ridursi le entrate di loro spettanza.

L’indebitamento finanziario netto invece si allarga attestandosi a 2,948 miliardi (+8,9% rispetto a 2.706 milioni di euro al 31/12/2019). Il capitale circolante netto ha contribuito a contenere la crescita dell’indebitamento, generata principalmente dagli investimenti e dalle operazioni di consolidamento.

Al netto degli effetti straordinari l’Ebitda sarebbe in crescita di 49 milioni di euro (+5,7%) con un miglioramento della marginalità delle business unit Mercato (+33,1%), Ambiente (+9,6%) e Reti (+0,9%) che hanno completamente assorbito la flessione della business unit Energia (-16,7%). «Il 2020 è stato un anno caratterizzato sia da una crescita organica pari a 40 milioni di euro sia da importanti acquisizioni come I.Blu e Unieco che, contribuendo per ulteriori 11 milioni di euro all’Ebitda, ci hanno consentito di estendere i servizi ambientali a nuovi territori e diventare il primo operatore nella filiera della plastica in Italia», ha infine concluso Boero. —

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