Newlat quintuplica gli utili e ottiene bond da 200 milioni
REGGIO EMILIA. Il 2020 è stato un anno complesso ma positivo per l’agroalimentare. Non fa eccezione la Newlat di Reggio, che ieri ha approvato il bilancio relativo all’esercizio 2020. La ex Giglio di via Kennedy ha chiuso l’anno con ricavi per 516,9 milioni di euro, in crescita del 3,,2% rispetto al 2019. Mentre i ricavi consolidati fanno segnare un +73,5% rispetto al 2019 attestandosi a 469,8 milioni di euro. Anche l’utile netto è in aumento rispetto all’esercizio precedente ed è pari a 38,6 milioni di euro. L’Ebitda normalizzato proforma fa segnare il miglior risultato di sempre: 51,4 milioni, in crescita del 44,1% rispetto a 35,7 milioni di euro del 2019. Tra le operazioni più rilevanti c’è quella del 19 febbraio scorso, quando la società ha emesso un prestito obbligazionario senior unrated, non garantito, non convertibile, denominato “Senior Unsecured Fixed Rate Notes due February 2027” per un ammontare complessivo di 200 milioni di euro, con un tasso di interesse pari al 2,625% a supporto dell’attività di acquisizioni. «Il 2020 è stato un anno particolarmente impegnativo in considerazione della pandemia Covid-19 – è il commento del presidente Angelo Mastrolia – In questo ultimo anno è stato fondamentale conciliare la tutela della salute dei nostri collaboratori e la sempre più esigente domanda di prodotti alimentari, sia a livello nazionale, che internazionale. Il 2020 è stato, oltretutto, il primo anno che abbiamo affrontato per intero in veste di società quotata nel segmento Star e, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia anche sotto il profilo dei rapporti con gli investitori e dell’andamento del titolo, ci riteniamo soddisfatti in quanto la Società ha dato prova di grande competenza nel relazionarsi con il mercato e nel mantenere gli impegni assunti in fase di quotazione. L’esercizio appena concluso ha inoltre significato l’anno di un’importante acquisizione che ci ha consentito di raggiungere il primo mezzo miliardo di euro di fatturato, obiettivo non scontato in considerazione delle difficoltà con cui si è operato durante la pandemia. Il risultato dell’acquisizione è ancora di maggior rilievo se si considera che si è riusciti in pochi mesi a rendere performante e profittevole una società, Centrale del Latte d’Italia S.p.A., che nel 2019 aveva chiuso il proprio bilancio con una pesante perdita». —
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