«A un anno esatto dal giorno più duro è sempre difficile ma meno critica»
Il 26 marzo 2020 il Santa Maria Nuova fu vicino al collasso Marchesi (Ausl): «Preoccupa la lentezza della malattia»
Nicole Nasi
REGGIO EMILIA. Continua senza sosta l’incessante lavoro dell’Ausl di Reggio per contrastare, su tutti i fronti, la pandemia da coronavirus. Il quadro presenta lievi e lenti miglioramenti, grazie all’attività di tracciamento, le misure restrittive e la campagna vaccinale. «Il trend è abbastanza stabile – commentaCristina Marchesi, direttore generale dell’azienda Ausl Irccs di Reggio –. I casi giornalieri sono stati in media circa 200: a volte meno a, volte hanno fatto registrare picchi sopra i 300. Si tratta sempre di dati alti nonostante si sia registrato un certo calo che procede in maniera molto molto lenta rispetto soprattutto alle ondate precedenti. Sebbene non ci sia un lockdown serrato come quello della primavera di un anno fa i risultati, seppur miti, devono essere visti positivamente. L’attività ospedaliera risente della fatica di questo ultimo anno, ci vorrebbero cali più consistenti. La situazione, per quanto concerne il tracing è stabile e non ci sono ritardi: questo, però, dipende sempre dai nuovi contagi e focolai».
Parlando di focolai, negli ultimi giorni ha fatto discutere quello scoppiato nel carcere di via Settembrini che, a causa della complessità del luogo e del numero dei contagiati, ha avuto un forte impatto sull’attività di tracciamento. «Il dato a cui si fa più riferimento per capire il reale andamento della pandemia è quello relativo al numero dei casi ogni 100mila abitanti – continua la dottoressa Marchesi –. La settimana precedente era di 313, mentre oggi è intorno ai 300 nella nostra provincia: un piccolo ma non sufficiente miglioramento. A un anno esatto dal giorno più duro, che ha visto l’accesso in pronto soccorso di un picco di polmoniti da Covid, possiamo dire che la situazione è diversa; la costanza e la lentezza della malattia, però, continuano a preoccuparci. Bisogna costantemente stare allerta. La variante inglese ha pressoché sostituito in toto la prima forma di coronavirus ed è molto più contagiosa. Proprio in merito a ciò, ricordo ai cittadini di cambiare la mascherina chirurgica ogni 4 ore di utilizzo, per aver la certezza di essere protetti, mantenere il distanziamento e rispettare le regole imposte dal dpcm».
L’andamento della pandemia si potrebbe definire a oggi come un vento che continua a soffiare forte e incessante dopo essere stato un uragano. «Dal punto di vista ospedaliero, nessuno si sta dando per vinto – assicura Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero reggiano –. Ci facciamo forza grazie ai piccoli segnali di miglioramento. Gli accessi in pronto soccorso, nell’ultima settimana, sono calati: da 317, di cui 44 Covid positivi, a 303, di cui 37 contagiati, abbassando così la percentuale da 14% a 12.2%. L’occupazione dei posti letto nei reparti ordinari è del 75%, con una diminuzione di 24 pazienti, in terapia intensiva si registrato 22 letti occupati su 26 a Reggio Emilia e 8 su 9 a Guastalla. Restano quasi al massimo i reparti di terapia intensiva per pazienti no Covid: 6 su 8 al Santa Maria Nuova».
Nonostante ogni giorno sul nostro territorio si registrino dei decessi causati dal virus, il rapporto tra il tasso dei positivi e quello di mortalità resta il più basso di tutta la Regione.
«Tanti sono i pazienti che si recano in pronto soccorso per altre patologie – conclude il dottor Mazzi – e questo ci ha spinti alla totale riconversione in Covid free del reparto di gastroenterologia di Reggio Emilia. Un anno fa, era il 26 marzo del 2020, è stato il giorno più nero di tutti e abbiamo rischiato di soccombere, ma abbiamo tenuto duro e così continueremo a fare finché la pandemia non sarà debellata definitivamente. Il personale incomincia ad accusare la stanchezza, sia a livello fisico sia mentale, anche perché, a differenza della prima ondata, la seconda e la terza hanno sì avuto una rapida impennata ma la discesa procede molto lenta. L’impegno è grande da parte di ognuno e c’è un enorme dispendio di energie che non devono essere in alcun modo vanificate».
A causa della costanza dei casi, sono in lieve rialzo pure le attività extra ospedaliere. Le visite Usca questa settimana sono state 533, di cui 246 all’interno delle case di riposo, quelle negli Ambu-Covid 33 e presso l’ambulatorio del “Centro famiglia straniera” le persone che ne hanno usufruito sono raddoppiate, toccando quota 54. Al momento si trovano in quarantena e sotto osservazione 13 pazienti in Rems, 15 in hotel e 20 nella Cra Covid di Guastalla. Fortunatamente nessun neonato ha usufruito del servizio domiciliare dedicato. Il picco è stato raggiunto nonostante l’andamento altalenante. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
