«Indagine di altissimo livello» Il Comitato: «Ora il progetto»
brescello. Le conclusioni del pm Giacomo Forte, sono state spalleggiate dagli avvocati di parte civile, sostenendo la richiesta di rinvio a giudizio per i tre imputati.
Un numero non indifferente: l’avvocato Salvatore Tesoriero (per il Comune di Brescello), l’avvocatessa Domizia Badodi (che rappresenta il Comitato cittadino alluvione Lentigione, a cui fanno capo 139 persone), mentre gli avvocati Gianluca Tirelli, Giovanni Tarquini, Alessandro Nizzoli, Gaudenzio Volponi, Luigi De Giorgi e Luca Berni tutelano altre 19 parti lese. «Siamo di fronte a un’inchiesta di altissimo livello – sintetizzano a fine udienza gli avvocati di parte civile Badodi e Tirelli – espressa in più di duemila pagine di atti d’indagine. E il materiale prodotto è meritevole del passaggio davanti al giudice del dibattimento. Sono conclusioni corrette condivise dalle parti civili». Come nella “tappa” precedente di metà dicembre, hanno seguito in tribunale l’udienza i vertici del Comitato, cioè il presidente Edmondo Spaggiari e il membro del direttivo Carlo Benassi (è il padre del sindaco Elena Benassi) che, parlando con i giornalisti prima dell’inizio del procedimento, fanno il punto sulle novità che riguardano l’Enza: «Durante una recente cabina di regìa fatta in teleconferenza – spiegano – si è parlato delle modifiche da apportare all’Enza da Sorbolo alla foce. Aipo ci aveva già palesato l’intenzione di fare un rimodellamento dell’argine e una pulizia generale. L’ingegner Luigi Mille (direttore di Aipo) e Irene Priolo (assessore regionale alla Protezione civile) hanno annunciato un progetto per la messa in sicurezza di questo tratto del torrente. Dopo l’ultima piena è emerso che a Lentigione è smottata una vecchia frana: di recente Aipo ha collocato lamine di metallo per mettere in sicurezza quel punto. Ora attendiamo la presentazione del nuovo progetto». —
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