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Mescolini dal 30 marzo al lavoro come pm in Procura a Firenze

Mescolini dal 30 marzo al lavoro come pm in Procura a Firenze

Il difensore: «Presto il ricorso al Tar contro il trasferimento» Verrà chiesta anche la sospensiva della delibera del Csm

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reggio emilia. Martedì Marco Mescolini – ex procuratore di Reggio Emilia – prenderà servizio in Procura a Firenze, entrando in organico come sostituto procuratore.

È l’effetto di quanto deliberato il 18 marzo dalla Terza Commissione del Csm, sulla scia della decisione del plenum che il 24 febbraio ha disposto all’unanimità il trasferimento d’ufficio di Mescolini per «incompatibilità ambientale».

All’origine l’esposto presentato da quattro pm (Isabella Chiesi, Maria Rita Pantani, Valentina Salvi e Giulia Stignani) dopo la pubblicazione delle chat fra Mescolini e l’allora consigliere del Csm Luca Palamara, col primo che insistentemente si informava sull’iter della sua nomina a procuratore di Reggio Emilia. Le quattro magistrate hanno sostenuto di non essere più nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria, dopo la pubblicazione delle conversazioni e hanno segnalato altre vicende relative alla gestione dell’ufficio giudiziario.

Lo stesso Mescolini – 55enne nato a Cesena, ex pm della Dda di Bologna che ha indagato e condotto l’accusa (assieme alla collega Beatrice Ronchi) nel maxiprocesso Aemilia – ha indicato, come si legge nella delibera della Terza Commissione (con relatore il consigliere Giovanni Zaccaro), il capoluogo toscano tra le preferenze di destinazione. E come fin dal primo momento ha dichiarato alla Gazzetta l’avvocato difensore Franco Gaetano Scoca, verrà presentato da Mescolini il ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento del trasferimento («Subito dopo Pasqua depositeremo il ricorso»). L’intenzione del magistrato è chiara: imboccare la strada amministrativa perché ritiene inaccettabile l’essere “dipinto” come una toga non imparziale. «Sembrerebbe da quello che è stato detto – le parole del legale al plenum – che sia stata fatta un’indagine molto accurata, ma non è così. E le chat con Palamara erano sui ritardi per la nomina, non sui contenuti». Verrà chiesta anche la sospensione della delibera di trasferimento: si tratta di un atto urgente che potrebbe essere affrontato nel giro di 10-15 dal Tar, mentre nel merito del ricorso i tempi sono solitamente più lunghi, probabilmente il pronunciamento avverrà entro l’anno. —

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