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il commento dei residenti 

«Pulire la zona in tempi rapidissimi ma senza minimizzare il problema»

Leonardo Grilli
«Pulire la zona in tempi rapidissimi ma senza minimizzare il problema»

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reggio emilia. Doveroso aiutare i senzatetto che abitano alle ex Reggiane. Anzi, «occorre ripulire in tempi rapidissimi l’intera area dai rifiuti».

Allo stesso tempo, tuttavia, «minimizzare il problema della criminalità in quella zona ci lascia quantomeno perplessi».

Sono parole amare quelle di Stefano Buffagni, portavoce del comitato di residenti “Ascoltare Santa Croce”. Un’amarezza che, spiega, nasce dopo aver letto l’intervista rilasciata alla Gazzetta di Reggio da Massimo Repetti, l’ingegnere che coordina il progetto “Reggiane off” per liberare dal degrado le ex Officine. «Ho più di qualcosa da obiettate – inizia Buffagni – in particolare quando Repetti risponde alla domanda circa la sicurezza degli operatori legata alla presenza di una vasta comunità criminale fra i capannoni».

Repetti, mercoledì, ha detto: «Non esiste casistica di problemi di sicurezza o fatti spiacevoli manifestatesi con gli operatori professionali. Io stesso in questi mesi non ho mai percepito di essere in condizioni di sicurezza precaria». Una frase che, attacca Buffagni, «lascia perplessi. Dire che non ci sono mai stati problemi sembra un minimizzare un fenomeno che invece è sotto gli occhi di tutti, dimostrato da servizi giornalistici e dal lavoro delle forze dell’ordine. Certo, anche noi come comitato siamo concordi nel dire che in mezzo a molta gente dedita allo spaccio e altre illegalità vi siamo persone meritevoli di un sostegno assoluto, ci sono casi che fanno tenerezza e vanno aiutati. Ma la popolazione delle Reggiane è variegata e non si può negare che sia un covo di microcriminalità».

Altro tema, prosegue il portavoce, è «l’emergenza sanitaria clamorosa fra quei capannoni. Noi giriamo con le mascherine e lì ci sono cumuli di pattume ovunque e solo un cassone di Iren. Si deve pulire tutto in tempi rapidissimi, muoversi ora è già tardi, è necessario posizionare altri cassonetti. Dal lockdown non è stato fanno niente, è un accumulo continuo di rifiuti. Ci vorrebbe rispetto di chi vive in quella situazione, anche se sono concausa di quello che succede, e rispetto per il quartiere, per chi abita a cento metri da lì. A noi chi ci pensa?».

Buffagni torna poi su una dichiarazione fatta tre mesi fa, in occasione della presentazione di “Reggiane off”.

«Avevano detto che questo sarebbe stato “l’ultimo inverno” passato dentro le ex Officine e che a ottobre/novembre non ci sarebbe stato più nessuno. Allora mi chiedo, che senso ha costruire dei bagni e realizzare tutte quelle opere accessorie? Non sarebbero bastati dei wc chimici o delle strutture mobili, provvisorie? Plaudiamo al progetto di riqualificazione di Santa Croce ma le cose vanno completate al 100 per cento».

Altra cosa «che non va è che si dica che non si trovano alloggi per quei poveretti a causa della diffidenza dei reggiani. Ci si deve mettere nei panni di chi ha lavorato una vita per comprarsi un appartamento e affittarlo per avere delle entrate in più: se qualcuno garantisse al proprietario che i pagamenti avverranno e che eventuali danneggiamento saranno ripagati dalle istituzioni, credo che il problema non si ponga. Non si possono accusare sempre i cittadini». —

Leonardo Grilli

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