Atti societari mancanti ma il 72enne è in rovina non ha più la partita Iva
Quattro anni fa il controllo fiscale, ora l’assoluzione in aula Il difensore: «Provato il dissesto dell’ex imprenditore»
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA. Quando un processo rivela, più che il reato in discussione, un vissuto difficile che non ha nulla a che vedere con la giustizia.
È il caso di un piccolo imprenditore che a 72 anni si è ritrovato sotto accusa perché – per la Procura – non ha ottemperato all’obbligo di tenere le scritture contabili della sua società per almeno dieci anni. Un reato fiscale che non dice come la vita di quest’uomo sia, invece, precipitata negli ultimi anni. Una caduta verticale che ha portato l’anziano persino a dormire in stazione, tirando avanti anche grazie alla solidarietà di chi, in città si prende cura dei senzatetto. Ora vive, solo, in una casa popolare. Sul come il 72enne sia finito così in difficoltà lo spiega il vizio del gioco che pian piano l’ha portato alla rovina. E questo errore l’ha pagato a caro prezzo, mettendo irrimediabilmente a repentaglio la propria società. E quattro anni fa, dal controllo della guardia di finanza, emergeva come il piccolo imprenditore non avesse la contabilità esatta delle fatture, mentre avrebbe dovuto tenere le scritture contabili per almeno un decennio. Dopo l’accertamento del 2017, si è arrivati questa settimana al processo con rito abbreviato, quindi con sconto di pena di un terzo. L’avvocato difensore Matteo Iotti ha presentato una serie di documenti, con un obiettivo preciso: dimostrare come l’anziano imputato in quel periodo era già privo della partita Iva, quindi non doveva sottostare all’obbligo previsto per legge relativamente alle scritture contabili. Di diverso parere la pm Giulia Stignani che ha, invece, ritenuto provata l’accusa, da qui la richiesta di condanna (un anno di reclusione). Il giudice Giovanni Ghini, dopo aver valutato quanto emerso durante il dibattimento, ha assolto l’imputato «perché il fatto non costituisce reato». L’ormai ex piccolo imprenditore non è presente in aula, comunque rappresentato dal legale: «Portate motivazioni concrete – si limita a dire l’avvocato Iotti – e sono soddisfatto vista anche la delicata situazione in cui si trova il mio assistito». —
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