Gazzetta di Reggio

Reggio

in via dante alighieri 

Bloccato con l’hascisc e una banconota falsa Un 21enne va nei guai

Am.P.

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REGGIO EMILIA. E’ stato incastrato dal suo smartphone: tra i messaggi WhatsApp sono stati rinvenuti una serie di vocali e frasi scritte che rimandano allo spaccio.

Addosso ha dell’hascisc e una banconota falsa. Perciò i carabinieri della Sezione radiomobile hanno arrestato Kabil Amri, 21 anni, tunisino incensurato domiciliato in città che ora dovrà rispondere del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Solo qualche giorno prima in via Dante Alighieri un pusher era riuscito a fuggire disfacendosi di quattordici dosi di cocaina, poi recuperate dai carabinieri.

Venerdì, nella stessa via, è stato colto sul fatto un altro spacciatore, stavolta catturato dai carabinieri nonostante abbia tentato di scappare. Alle 15.30 un pattuglia, transitando in via Dante durante un servizio di controllo del territorio, ha visto un giovane straniero cedere un involucro ad un altro giovane. Notato lo scambio i militari sono intervenuti, con i due che fuggivano in direzioni opposte. Mentre il cliente è riuscito a dileguarsi, lo straniero è stato fermato e identificato nel tunisino 21enne, subito sottoposto a perquisizione personale. Nelle tasche dei pantaloni ha una decina di dosi di hascisc per un peso totale di 8 grammi, una banconota da 50 euro fasulla e lo smartphone, che ha certificato l’illecita attività: difatti in caserma l’analisi del cellulare ha consentito di recuperare i messaggi audio e di testo che hanno consentito di far scattare l’arresto in flagranza.

Ieri mattina, in tribunale, il nordafricano si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice Silvia Guareschi. Dice solo di lavorare in nero come giardiniere. Per lui il pm Marco Marano – titolare del fascicolo – chiede due misure restrittive (obbligo di firma e divieto di dimora a Reggio Emilia), mentre la difesa (i legali Caterina e Giuseppe Caldarola) ritiene solo l’obbligo di firma proporzionale all’accaduto. Sarà quest’ultima la misura applicata dal giudice, in attesa del processo del 15 aprile. —

Am.P.

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