Via libera per i vaccini anche in farmacia ma solo a inizio estate
Andrea Capelli, presidente di Fcr: «Ora manca solo la formazione del personale» In regione oltre mezzo milione i tamponi rapidi eseguiti in tre mesi dai farmacisti
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. Ci si vaccinerà contro il Covid-19 anche nelle farmacie e il farmacista adeguatamente formato potrà iniettare il siero senza la supervisione di un medico.
Lo prevede il decreto sostegni pubblicato lunedì sulla Gazzetta ufficiale, ma la sua applicazione non è imminente. È rimandata all’inizio o forse al termine dell’estate, quando sarà avviata la quarta fase delle vaccinazioni destinata alle persone giovani e sane che verranno dopo gli operatori sanitari, gli anziani, le forze dell’ordine gli insegnanti, e altre categorie speciali.
Assofarm, l’associazione nazionale rappresentativa delle farmacie pubbliche, ne ha dato notizia martedì con una circolare indirizzata alle aziende che ne fanno parte. Andrea Capelli, presidente delle Farmacie comunali riunite, vi ha trovato il superamento dell’ostacolo che avrebbe reso difficoltoso il loro coinvolgimento: «Stavamo discutendo – riferisce – gli accordi territoriali sulla logistica delle vaccinazioni per definire insieme alla Regione le modalità di trasporto, conservazione e pagamento dei vaccini. La loro somministrazione sembrava problematica, ma ora il decreto esclude la necessità che nella farmacia sia presente un medico. Il farmacista potrà vaccinare dopo avere ricevuto l’apposita formazione. Le Fcr erano già pronte ad attivare i corsi per i vaccini antinfluenzali. Tuttavia la vaccinazione contro il Covid interessa molte più persone».
La circolare chiarisce che i farmacisti saranno impegnati nella stessa formazione fornita agli operatori sanitari tramite i corsi Fad organizzati dall’Istituto superiore di sanità, ai quali si accede online sulla piattaforma Eduiss tramite la chiave d’accesso rilasciata dai responsabili regionali per la vaccinazione.
L’effettuazione della campagna vaccinale contro il Covid sarà agevolata dalle strutture di supporto di cui le Fcr dispongono. «Abbiamo – spiega Capelli – dei magazzini tenuti a una temperatura di 16-18 gradi per conservarvi i farmaci. Li abbiamo usati per i vaccini antinfluenzali e sono adatti anche per il vaccino AstraZeneca, che richiede la temperatura di un normale frigorifero».
Intanto le farmacie comunali partecipano all’effettuazione dei test sierologici gratuiti. Dall’inizio di settembre ne hanno fatti, per gli alunni e gli studenti, 4mila con pungidito e 4.600 nasali rapidi, che forniscono l’esito in dieci minuti. Quel due per cento risultato positivo è stato inviato a sottoporsi ai tamponi per la conferma del contagio. Da gennaio gli altri cittadini possono fruire dei test al prezzo di 15 euro.
Il servizio è assicurato da quattro farmacie che possono effettuare 500 test alla settimana. Tre farmacie, quelle di Rivalta, Santa Croce e Orologio, sono autorizzate a fornire l’identità digitale Spid in accordo con il provider Lepida e con le associazioni di volontariato impegnate a supportare gli anziani che la richiedono. Tramite lo Spid si può attivare il fascicolo sanitario elettronico e agevolare la prenotazione del vaccino anti-Covid.
Ma la campagna di screening epidemiologico promossa su base volontaria dalla Regione prosegue anche nel resto dell’Emilia-Romagna: in tre mesi, dal 21 dicembre al 21 marzo, sono più di mezzo milione i tamponi rapidi eseguiti nelle 829 farmacie aderenti, il 61 per cento del totale. Esattamente 531.318 i test effettuati, di cui il 3 per cento (16.092) è risultato positivo con paziente asintomatico. Dalle successive verifiche con tampone molecolare sono stati infine 12.197 i positivi confermati. —
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