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CASALGRANDE E SCANDIANO 

«Rifiuti, la discussione arriva anche all’Unione ma viene respinta»

Adr.Ar.
«Rifiuti, la discussione arriva anche all’Unione ma viene respinta»

Cassinadri e Santoro firmano un’interrogazione sul tema ma la discussione prima slitta e poi si arena sul regolamento

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CASALGRANDE. Continua a creare tensioni trasversali, nel comprensorio ceramico, la gestione dei rifiuti e le sue varie modalità. Diversi Comuni hanno potenziato il porta a porta; Scandiano lo ha ampliato all’intero territorio comunale, mentre Casalgrande – il secondo Comune più popoloso del distretto – ha fatto un passo indietro, sospendendo il porta a porta capillare e curando una ricerca su potenziali soluzioni alternative. Per l’amministrazione casalgrandese si potrebbero usare delle “isole” sistemate nei punti strategici, attivabili con apposite tessere, come avviene in altre province italiane. Nel frattempo, molti abitanti si sono lamentati dei problemi causati dalle rinnovate modalità. Proprio “Noi per Casalgrande”, la maggioranza casalgrandese, ha presentato un documento in cui chiedeva chiarimenti, firmato assieme ad Angelo Santoro, consigliere di opposizione a Scandiano: un’interrogazione a risposta orale che sarebbe dovuta essere discussa nel consiglio dell’Unione l’8 marzo scorso, poi slittata al 22 marzo. Anche lì però c’è stato uno stop: «È emerso che l’attuale statuto (articolo 6) non permetteva di affrontare argomenti come quello presentato dai consiglieri Angelo Santoro e Marco Cassinadri», spiegano proprio Santoro e Cassinadri. Intanto, «il caldo è alle porte e l’odore dell’umido, soprattutto nelle abitazioni, inizia a diventare insopportabile: pannoloni e pannolini sono il pensiero di molte famiglie. Non entriamo in merito al decoro urbano: vedere queste lunghe file di piccole pattumiere, marroni e verdi, è uno spettacolo ambientale veramente inaccettabile», denunciano. Cassinadri e Santoro criticano anche i passi precedenti al porta a porta: «Avremmo voluto un incontro con il gestore, e avremmo voluto anche un’indagine esplorativa presso gli utenti per sapere se fossero soddisfatti o meno del servizio porta a porta ma, anche lì, abbiamo trovato solo orecchie da mercante. La situazione è talmente esasperata che i cittadini potrebbero addirittura sospendere i prossimi pagamenti del servizio». La battaglia non si ferma: «Percorreremo tutte le strade possibili affinché l’Unione dei Comuni Tresinaro Secchia rivaluti la nostra richiesta di dibattere l’interrogazione presentata, accettata, protocollata e poi, come in un gioco senza fine, ancora rifiutata prima di essere discussa – annunciano Cassinadri e Santoro –. Il servizio porta a porta potrebbe essere sostituito da altre modalità di raccolta, che solo la politica si ostina a non voler prendere in considerazione». —

Adr.Ar.

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