Gioca i soldi alle slot e simula una rapina
Per giustificare l’ammanco si è finto vittima di un criminale arrivando a ferirsi da solo: scoperto, è poi stato denunciato
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. «Aiuto, c’è un rapinatore in casa che mi ha aggredito». Questo il tenore della telefonata arrivata alla centrale operativa del 113 alle 5 del mattino di domenica.
Peccato che si trattasse di una messinscena: una menzogna raccontata appositamente per nascondere l’ennesima somma sottratta ai propri familiari per giocare alle macchinette elettroniche e alimentare la sua dipendenza dalle sale Vlt.
Così un marocchino di 42 anni è stato denunciato per simulazione di reato e procurato allarme. L’uomo, che con toni concitati ha allertato la polizia di Stato, ha fornito il suo indirizzo: un’abitazione di via Jacopo da Mandra, tra via Adua e via del Chionso nel quartiere di Santa Croce, dove risulta domiciliato insieme alla moglie italiana di 34 anni e ai figli.
Le due pattuglie della Squadra Volante che sono intervenute sul posto si sono trovate davanti il 42enne che presentava ferite superficiali al basso ventre. A dire dell’interessato un bandito solitario era entrato dalla porta d’ingresso chiusa a chiave e lui, svegliato dai rumori, lo aveva sorpreso mentre frugava in una stanza.
A quel punto il rapinatore, per assicurarsi la fuga, lo avrebbe colpito con un coltello per poi fuggire calandosi dal secondo piano con un bottino di soli 200 euro.
Un racconto drammatico che però faceva acqua da tutte le parti: la porta d’ingresso e gli infissi non presentavano alcun segno di effrazione, la stanza che il rapinatore avrebbe messo a soqquadro era in perfetto ordine e l’altezza del secondo piano rialzato rendevano improbabile la via di fuga.
Ssenza contare le contraddizioni nelle quali l’uomo è caduto più volte nel descrivere l’aggressore e il rischio, sproporzionato rispetto alla refurtiva, di una rapina a domicilio.
Come se non bastasse, da un controllo in banca dati il 42enne nordafricano è risultato essere già stato denunciato, in passato, per simulazione di reato. A quel punto i poliziotti hanno sottoposto l’uomo a una sfilza di domande pressanti finché il 42enne non è crollato ammettendo di essersi inventato tutto.
Le lesioni all’addome, lievi, se le era procurate da solo con un coltello prelevato dalla cucina e gettato in giardino: la lama è stata recuperata dagli agenti.
Il movente di questa pantomima, come ha raccontato il protagonista, è stato il denaro: doveva procurarsi i soldi necessari per recarsi nella sala da gioco, vizio che ormai lo assorbe totalmente tanto da spingerlo a rubare le somme necessarie alla famiglia.
Era stato lui stesso ad appropriarsi dei 200 euro mancanti e, vergognandosi del suo gesto, ha simulato la finta rapina davanti alla moglie incredula.
A quest’ultima non è quindi rimasto altro da fare che prendere atto di quanto il consorte sia affetto da ludopatia e, in accordo con i poliziotti, ha infine deciso di procedere alla denuncia nella speranza che l’accaduto possa far finalmente cambiare atteggiamento al 42enne. —
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