Ha 16 anni il bandito della tabaccheria Fermato dai carabinieri con il coltello
Oltre un mese dopo il primo assalto a San Donnino, ci ha riprovato sabato ma è stato bloccato durante la fuga
Casalgrande. Ha 16 anni, al momento non studia né lavora, è incensurato e vive in un comune nel distretto ceramico. Ecco chi è il rapinatore del negozio di alimentari e tabaccheria di San Donnino di Liguria, in via Franceschini. Lo scorso 16 febbraio non ha esitato ad assaltare la bottega, a puntare un coltellaccio di 30 centimetri alla titolare, Barbara Bizzarri, e a farsi consegnare il denaro. Un colpo che gli deve essere sembrato facile e, all’apparenza, per lui senza conseguenze. Sabato scorso, poco più di un mese dopo, verso le 16 ha avuto l’ardire di ritentare la rapina, nuovamente armato di coltello.
IL SECONDO ASSALTO
Ma non aveva fatto i conti con la reazione della titolare che – purtroppo non nuova a episodi di criminalità, dopo tanti anni trascorsi dietro il bancone di una piccola rivendita di periferia – da allora si è chiusa dentro. Non c’è più l’accesso libero al locale. La porta è chiusa a chiave e, prima di aprire, controlla chi vuole entrare.
Un imprevisto, per il giovanissimo rapinatore. Che ha pensato bene che l’unica via fosse quella della fuga, in sella alla sua bicicletta.
Ma la negoziante non ha perso tempo: ha preso il telefono, composto il 112, allertato subito i carabinieri.
Carabinieri a loro volta già con le antenne dritte: nel distretto ceramico gira un bandito solitario che in un colpo solo, martedì scorso, ha rapinato due farmacie nello Scandianese. Andando a segno. Sentita la descrizione fornita dalla commerciante, i militari della tenenza di Scandiano si sono subito messi sulle tracce del bandito. E lo hanno trovato ben presto, non lontano.
Bicicletta, zaino in spalla: poteva apparire un ragazzino qualunque, in giro senza pensieri. E invece, era un bandito in fuga. Lo hanno accertato ben presto i carabinieri quando, guardando dentro lo zaino, hanno trovato un grosso coltello da cucina, lungo 30 centimetri. Dentro, c’erano anche altri abiti: quelli che avrebbero dovuto servire alla fuga del rapinatore, una volta messo a segno il colpo. Per non essere riconosciuto, dopo che sarebbe successo quello che immaginava: la rapinata avrebbe chiamato i carabinieri, avrebbe fornito una descrizione sommaria del malvivente in azione. E si sarebbe soffermata sul colore e sul tipo di indumenti. Lui, con abiti “puliti” addosso, non avrebbe certamente attirato l’attenzione dei carabinieri che sarebbero accorsi. Probabilmente, è quello che ha fatto un mese fa.
LA CONFESsIONE
Di fronte all’evidenza, il ragazzino ha ammesso di essere stato lui, anche il 16 febbraio scorso, a prendere di mira la tabaccheria di San Donnino di Liguria, “incassando” a spese della proprietaria qualcosa come 700 euro. E che era pronto a rifarlo. In seguito alla perquisizione domiciliare, gli abiti usati durante la prima rapina sono stati trovati. La conferma arriva dal confronto con le immagini di videosorveglianza del negozio, che avevano ripreso l’assalto. Il giovanissimo è stato denunciato alla procura presso il tribunale dei minori di Bologna. E ora ci si interroga su cosa lo abbia portato a compiere tutto questo.
«UN segnale»
Intanto il sindaco Matteo Nasciuti commenta così l’identificazione del ragazzo. «Ci complimentiamo anzitutto con i carabinieri della tenenza di Scandiano, che hanno dimostrato ancora una volta tempestività e capacità investigative fuori dal comune. Ci auguriamo soprattutto che questa denuncia, con tutte le conseguenze che ne deriveranno, rappresenti davvero un segnale di contrasto agli episodi di microcriminalità che hanno interessato il territorio, tema su cui Comune e forze dell’ordine sono impegnati quotidianamente» conclude. —
Elisa Pederzoli
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