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In 13 nella macelleria per Albania-Inghilterra Scoperti e sanzionati

Am. P.

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REGGIO EMILIA. Quando la polizia municipale e la polizia di Stato hanno fatto irruzione nella macelleria, con la serranda abbassata ma dal quale provenivano rumori indistinti, hanno scoperto quello che era inequivocabilmente un assembramento: tredici persone, tutte di origini albanesi, intenti a mangiare pizza e bere birra davanti alla tv che trasmetteva la partita della loro nazionale di calcio. È quanto avvenuto domenica in via Fratelli Rosselli, per seguire il big match dell’Albania, impegnata in casa contro l’Inghilterra per le qualificazioni di Qatar 2022. Un piccolo raduno fra tifosi che è stato segnalato agli agenti della questura e della municipale, che quindi si sono recati sul posto per le verifiche.

Il negozio era regolarmente chiuso ma l’andirivieni di macchine e di persone non è sfuggito ai residenti e gli agenti della Municipale che, intenti ai controlli sugli esercizi commerciali, hanno subito compreso di aver fatto centro.

Colti sul fatto, i tredici uomini non hanno cercato giustificazioni e hanno ammesso di aver organizzato il ritrovo per trascorrere la giornata festiva, dedicata come da tradizione allo sport, insieme agli amici.

Addio partita: tutti sono stati invitati ad allontanarsi con un verbale in mano. Rimane al vaglio la posizione del titolare della macelleria che ha messo a disposizione il locale e che potrebbe essere colpito da ulteriori conseguenze.

Tutte le tredici persone presenti sono state multate di 400 euro per la violazione della normativa anti Covid.

Sempre nel pomeriggio di domenica scorsa un altro episodio differente ha avuto per protagonista una donna albanese di 30 anni.

La giovane, alla guida di un’auto, è incappata in un controllo di polizia in via Pansa, a ridosso della circonvallazione cittadina. Durante l’identificazione è risultato che la donna avrebbe dovuto essere in quarantena perché positiva al Covid, invece circolava senza un valido motivo.

Nei confronti della conducente è scattata la denuncia per epidemia colposa. Tra l’altro la pena, per chi non rispetta la quarantena o l’isolamento fiduciario, è stata inasprita dal dicembre scorso: chi ha contratto il Coronavirus e non rispetta le restrizioni può incorrere in una sanzione penale con l’arresto da 3 a 18 mesi, oltre che in un’ammenda da 500 a 5mila euro. —

Am. P.

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