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san polo, il processo 

Doppia condanna per la piantagione di “maria”

T.S.
Doppia condanna per la piantagione di “maria”

I due cugini coltivavano 76 piante nascoste nella vegetazione collinare, il 50enne era accusato anche di furto d’acqua 

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SAN POLO. Entrambi condannati i due parenti calabresi accusati, in concorso, di detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di stupefacenti (in soldoni, una piantagione di marijuana nascosta fra la vegetazione della collina sampolese). Erano finiti nei guai nell’estate scorsa e ieri sono stati giudicati con rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo) in tribunale a Reggio Emilia.

Il gup Dario De Luca ha condannato il 50enne Giuseppe Trimboli (difeso dal legale Alessandro Sivelli) a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Per Trimboli anche l’accusa di furto aggravato, in quanto per irrigare la piantagione aveva sottratto un quantitativo importante – non meno di circa 1.800 euro l’anno – di acqua potabile di proprietà di Ireti Spa, con l’aggravante della violenza sulle cose, avendo tagliato la tubatura. Un anno e quattro mesi di reclusione, invece, per il cugino 30enne Michele Sergi (assistito dall’avvocato Sebastiano Pipicella).

La scoperta della piantagione risale alla fine di agosto 2020 quando i carabinieri di San Polo, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno individuato in località Casa Rotta, in una zona impervia della collina – peraltro di proprietà di un terzo soggetto risultato estraneo ai fatti, che avrebbe potuto invece incorrere inconsapevolmente in guai giudiziari – una piantagione composta da 76 piante di marijuana: erano occultate tra la fitta vegetazione. Per oltre un mese i carabinieri hanno dato corso a mirati servizi di appostamento, anche servendosi di fototrappole. È così che hanno immortalato due persone che, in più occasioni, sono state riprese mentre erano impegnate a coltivare la piantagione, peraltro ben organizzata e dotata di impianto di irrigazione goccia a goccia. Un mese di indagini – coordinate dalla pm Maria Rita Pantani – che in settembre sono culminate nel sequestro della piantagione e poi con il doppio arresto. —

T.S.

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