Violenze davanti ai figli minori In carcere con il “Codice rosso”
Un 34enne finisce sotto la scure della nuova normativa a tutela delle vittime Nel 2019 fu tra i primi a venire denunciato, il 4 febbraio la condanna ora eseguita
Miriam Figliuolo
CASTELNOVO SOTTO. È finito in carcere un 34enne accusato di gravi maltrattamenti in famiglia compiuti nel 2019 ai danni della compagna, con la quale conviveva dal 2012; violenze compiute anche davanti ai figli minori. L’uomo fu uno dei primi a cadere sotto la scure della nuova legge chiamata Codice Rosso, a tutela delle donne vittime di violenza, entrata in vigore nell’agosto 2019.
Si chiude così per lui, con una condanna significativa per maltrattamenti e lesioni personali, a due anni e due mesi – che espierà tutti in carcere – l’iter giudiziale relativo a episodi consumati ai danni della compagna e compiuti anche davanti ai bambini (ulteriore aggravante prevista nella normativa).
Nei confronti dell’uomo, i carabinieri di Castelnovo Sotto hanno eseguito qualche giorno fa l’ordine di carcerazione, arrivato dopo che la sentenza per lui è diventata esecutiva.
Il 34enne, come spesso avviene in questi casi, aveva ridotto la compagna, una 30enne abitante nella Bassa reggiana, a oggetto di continue violenze, sia verbali che fisiche, anche per futili motivi, come ottenere piccole somme di denaro. In particolare, il 4 settembre 2019, alla presenza dei figli minori, prima aveva aggredito verbalmente la donna, poi aveva cominciato a scagliare i piatti sul pavimento. Un grosso piatto lo aveva lanciato anche addosso alla donna, ferendola ad un piede.
Bastava un niente e all’uomo montava la collera, che lo faceva diventare violento. Come quando la colpì con un pugno in pieno volto. O come quando, nel novembre del 2019, cominciò a prenderla ad ombrellate ferendola a un polpaccio. Per la donna venne stilata una prognosi di 15 giorni.
Furono i carabinieri di Castelnovo Sotto, che allora si occuparono delle indagini, a denunciarlo per le violenze. L’uomo fu allontanato dall’abitazione e sottoposto al divieto di avvicinamento; provvedimenti che – proprio grazie all’applicazione della nuova legge, su richiesta della procura, accolta poi dal tribunale di Reggio Emilia – arrivarono nell’immediatezza, a tutela della vittima di violenza. Quindi l’iter processuale, anche questo reso più veloce dalla normativa, e la condanna, il 4 febbraio scorso. —
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