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Ancora tutto fermo per il Millefiori «Diventerà la casa delle associazioni»

Daniela Aliu
Ancora tutto fermo per il Millefiori «Diventerà la casa delle associazioni»

Per l’assegnazione dell’ex ristorante confiscato  il Comune ha fatto richiesta all’Agenzia che gestisce i beni

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MONTECCHIO. È ancora tutto fermo per l’ex ristorante Millefiori, bene confiscato – apparteneva ai Vertinelli, imputati condannati nel processo di ’ndrangheta Aemilia – per il quale il 13 luglio di un anno fa il Comune di Montecchio ha presentato formale istanza all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata per ottenere l’assegnazione del complesso immobiliare.

Le telecamere della trasmissione di Rete Quattro condotta da Mario Giordano, “Fuori dal coro”, sono andate a vedere la situazione. L’immobile resta desolatamente chiuso, con i primi inevitabili segni dell’abbandono. L’attuale amministrazione comunale, sotto la guida del sindaco Fausto Torelli, fin dall’insediamento ha parlato delle proprio intenzioni sul complesso. «È stato considerato prioritario il reinserimento nel circuito della legalità del complesso Millefiori, un’importante compendio immobiliare ubicato nelle immediate vicinanze del centro del paese, in primo luogo per dare un forte segnale in direzione del fondamentale valore della legalità – avevano dichiarato dall’amministrazione comunale – Ci sono esigenze indifferibili nel settore del volontariato, sportivo e culturale che qui troverebbero risoluzione grazie all’ampio parcheggio presente».

Subito dopo l’amministrazione montecchiese si era mossa chiedendo l’assegnazione provvisoria: questo consentirebbe di averlo in disponibilità senza dover attendere i tempi processuali necessari per ottenere quella definitiva. Della vicenda si stanno occupando in prima persona gli avvocati della giunta montecchiese, la vicesindaca Roberta Dieci e l’assessore Stefano Ferri.

«Ho avuto modo di vederlo e il complesso Millefiori appare è in buono stato strutturalmente: i costi per un suo ripristino per destinarlo a casa delle associazioni sarebbe affrontabile» spiega Ferri.

Si tratta di un’area di quasi settemila metri quadri, dotata di piscina, parco, nonché un ampio ristorante e pizzeria che è totalmente fermo da cinque anni. «Questa struttura è un simbolo di grandissimo impatto per Montecchio – prosegue Ferri –. Attualmente una risposta non è ancora arrivata, e di certo il fermo dovuto alla pandemia non ha aiutato nelle tempistiche, essendo la struttura legata anche al processo Aemilia. Noi speravamo, se non è possibile l’assegnazione definitiva, in una assegnazione provvisoria, così il Comune può mettere in moto tutti gli interventi necessari per il recupero di questa struttura». —

Daniela Aliu

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