Contratti in crescita secondo le imprese ma a prevalere saranno i precari
A evidenziarlo un’analisi della Camera di commercio Tra marzo e maggio previsti oltre novemila nuovi posti
Luciano Salsi
REGGIO EMILIA. La pandemia non concede tregua, infierendo con la stessa virulenza dell'anno scorso, ma le conseguenze economiche sono meno pesanti. Anzi, secondo le stime della Camera di Commercio le aziende reggiane hanno stipulato in marzo 3.010 nuovi contratti di lavoro, cioè 940 (circa il 45%) in più rispetto allo stesso mese del 2020. Rimane una grossa differenza rispetto al 2019, quando se contarono 4.200 in marzo, ma l'allentamento delle restrizioni ha avuto effetti benefici. Infatti il Dpcm del 22 marzo 2020 l'aveva bloccata in più della metà delle imprese manifatturiere per cinque settimane determinando, insieme al calo della domanda, il dimezzamento dell'attività di marzo e aprile, mentre I decreti successivi hanno evitato la maggior parte di queste chiusure. Quindi la ripresa si fa sentire e dovrebbe continuare almeno per tutto il trimestre.
Lo prevede l'Ufficio studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sulla base delle rilevazioni del sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere Anpal in collaborazione con le camere di commercio italiane. Fra marzo e maggio si stima l'avvio di 9.050 nuovi contratti. Si valuta che in marzo i nuovi contratti siano stati stabili, cioè a tempo indeterminato o di apprendistato, nel 31% dei casi, e nel 69% a termine, cioè a tempo determinato o comunaue a durata predefinita.
Prevale leggermente il settore dei servizi con 1530 nuovi addetti, 410 in più rispetto a marzo 2020, assunti in gran parte (62%) da imprese con meno di 50 dipendenti. In particolare se ne contano 720 nei servizi alle imprese, 250 nei servizi alle persone e 180 nei comparti di alloggio, ristorazione e turismo. Nell'industria si stimano 1480 assunzioni, 530 in più rispetto al marzo dell'anno scorso.
La grande maggioranza (1280 nuovi ingressi) è concentrata nel manifatturiero e nelle “public utilities” (aziende di energia, trasporti, servizi e telecomunicazioni), mentre se ne contano appena 190 nelle costruzioni. Nel 27% dei casi, i contratti interessano giovani con meno di 30 anni. Il 13% è riservato a personale laureato. Rimane, per molti datori di lavoro, la difficoltà di reperire certe figure professionali, addirittura il 36%dei profili richiesti,non solo nelle mansioni più qualificate.
La quota sale al 47% dei 680 progettisti, tecnici marketing vendite, tecnici informatici, ingegneristici e di produzione che sono ricercati. In quattro casi su dieci sarà problematico anche il reperimento di 1270 operai specializzati e conduttori di impianti e macchine, in particolare di elettrotecnici e specialisti metalmeccanici. —
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