Da oggi aumentano le tariffe per i servizi della casa di riposo
Il bilancio di previsione, presentato ieri in Consiglio, prevede varie rimodulazioni Cresce di 13mila euro l’introito ipotizzato per sanzioni legate al codice della strada
POVIGLIO. Aumenti e rimodulazione delle tariffe di alcuni servizi. È quanto emerge dallo schema di bilancio approvato dalla giunta di Poviglio, documento propedeutico al bilancio di previsione che ieri sera è stato presentato al consiglio comunale.
Per quanto riguarda l’addizionale Irpef, è stata confermata l’aliquota dello 0,8 per mille (quella massima), con fascia di esenzione fino a 11mila euro.
Da oggi, primo aprile, aumentano le tariffe comunali del servizio di casa di riposo, mentre restano confermate le tariffe attualmente in vigore per il diurno e il servizio di assistenza domiciliare.
Per quanto riguarda i servizi educativi, è prevista una rimodulazione delle tariffe suddivise per fasce Isee sui servizi a domanda individuale del nido d’infanzia e scuola dell’infanzia a partire dall’anno scolastico 2021-23.
Per quanto riguarda le sanzioni legate al codice della strada, le previsioni di entrata del 2021 ammontano a 86.248 euro. Nel bilancio di previsione dell’anno scorso tale somma si attestava sui 73.500 euro.
La giunta ha provveduto ad aggiornare i diritti di segreteria e i rimborsi per servizi e prestazioni professionali e le tariffe per servizi cimiteriali, per concessioni e luci votive (che hanno subito un aumento).
Dallo schema di bilancio e dalla nota integrativa al bilancio di previsione non si evince direttamente quanto sia l’incremento delle tariffe rispetto al passato.
Il Comune, come noto, deve fare fronte a un disavanzo di un milione e 942mila euro. Questo deficit è stato spalmato in 15 anni. Da questo esercizio il Comune dovrà applicare una quota di 129.531 euro di deficit.
Il disavanzo è emerso dopo che la Corte dei Conti ha acceso i fari sul rendiconto del 2017. L’ente locale, a seguito dei rilievi dei magistrati contabili, ha dovuto togliere dal bilancio alcuni crediti che, a un attento esame, sono stati giudicati non più esigibili (da qui il deficit).
Una questione, questa, che è stata una delle ragioni delle tensioni dei mesi scorsi in giunta, che hanno portato a un rimpasto e alle dimissioni da vicesindaco di Jimmy Bigliardi. —
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