Figli, l’assegno unico è made in Reggio Emilia
Vanna Iori relatrice della legge che porta la firma di Delrio: «Una prima importante proposta contro la denatalità»
REGGIO EMILIA. È divenuta legge con il sì del Senato il provvedimento made in Reggio che istituisce anche in Italia l’assegno unico per i figli. Vuoi perché il primo firmatario della proposta di legge approvata nel luglio scorso all’unanimità alla Camera è quella di Graziano Delrio, vuoi perché per il gruppo parlamentare Pd al Senato a intervenire in aula è stata la senatrice reggiana Vanna Iori, L’assegno unico sarà universale e arriverà dal 1° luglio 2021.
Il nuovo assegno, potrà essere liquidato sotto forma di credito d’imposta o di denaro e sarà riconosciuto per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza al diciottesimo anno di età, con importo maggiorato dal secondo figlio in poi e per i figli con disabilità (con un importo che potrà aumentare dal 30 al 50%).
L’assegno potrà essere corrisposto fino al compimento del 21esimo anno di età, ma potrà essere ridotto ed erogato direttamente al figlio maggiorenne nel caso in cui sia iscritto all’università, svolga un tirocinio, frequenti un corso professionale, sia impegnato nel servizio civile universale, svolga un lavoro a basso reddito o sia registrato come soggetto disoccupato e in cerca di lavoro.
Per la senatrice Vanna Iori si tratta soprattutto «della prima importante proposta per le famiglie e contro la denatalità. I dati ci dicono che siamo ai minimi storici e con la pandemia il divario tra nati e decessi si è accentuato ulteriormente».
«Il trend negativo – continua la senatrice reggiana – va avanti da anni ed è importante che l’assegno sia universale ma proporzionale la reddito». Vanna Iori nel ricordare che «la spesa stimata per l’assegno è di 1,2 milioni di euro», riconosce che «si tratta solo del primo passo. Se vogliamo arginare il declino, come dimostra l’esperienza in Svezia e Francia, sarà necessario mettere in campo altre misure che riguardano la dispersione scolastica, i servizi per l’infanzia e l’occupazione femminile».
La senatrice Pd smorza le polemiche dei giorni scorsi tra Pd e Italia Viva sulla paternità della legge e sottolinea che «in realtà il risultato è frutto di un gioco di squadra, dal primo firmatario Delrio, alla ministra di Italia Viva, Bonetti, a tutte le forze politiche. Anche la Commissione Sanità, dove sono intervenuta, si è espressa favorevolmente all’unanimità. È una battaglia comune per arginare il declino demografico che coincide con quello economico. Un’opportunità che deve essere colta. Non so se ce ne saranno altre».
Anche l’altra parlamentare reggiana del Pd, Antonella Incerti, ha seguito l’iter dell’assegno unico ed esprime la sua soddisfazione. La sua approvazione, commenta «è un ottimo risultato e trattandosi di una legge delega dovrà essere seguita dai decreti attuativi e dovremo lavorare assieme alla ministra Bonetti. Questa legge rappresenta un passaggio epocale e fondamentale per invertire la rotta sulla denatalità. Le nuove norme oltre a rendere universale l’assegno razionalizzano e mettono ordine in una selva di norme. E soprattutto arrivano al momento giusto. Il nodo ora sono i decreti attuative e se serviranno altre risorse per finanziare l’assegno dovremo essere disponibili a metterle». —
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