Gazzetta di Reggio

Reggio

CINQUE DIPENDENTI IMPUTATI  

Fuori dall’inchiesta Poma e Marzi Nel mirino gare per 27 milioni

E.L.T.

Nell’inchiesta in Comune sulle gare pubbliche  per un totale di 27 milioni,  sono 24 su 26 indagati iniziali le richieste di rinvio a giudizio

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REGGIO EMILIA. Il comandante della polizia municipale Stefano Poma e l’allora componente di una commissione per la gara Maria Marzi, non sono tra gli indagati per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio. L’inchiesta è su gare pubbliche per un totale di 27 milioni. Su 26 indagati iniziali, è stato chiesto il rinvio a giudizio per 24. Si tratta di Santo Gnoni (ex capo del servizio legale del Comune e principale indagato dell’inchiesta sugli appalti ritenuti pilotati dagli investigatori), del dirigente comunale Roberto Montagnani, l’ex assessore alla Mobilità Mirko Tutino e Nando Rinaldi, presidente dell’Istituzione Nidi e Scuole d’Infanzia. Indagati anche l’ex dirigente dell’Istituzione, Paola Cagliari, il dirigente Alessandro Meggiato e Raffaele Leoni, ex presidente di Asp. Oltre ai ruoli apicali in Comune, sono diversi gli altri indagati fra avvocati, consulenti e terze figure: Daniela Agosti, Anna Messina, Valeria Sborlino, Paolo Coli, Matteo Fortelli, Lorenza Benedetti, Roberta Ugolotti, Anna Maria Mazzocchi, Tiziana Tondelli, Stefano Vaccari, Ivana Ceccardi, Giuseppe Altieri, Alessandro Lucci, Lorenzo Corradini, Vincenzo Corradini, Luigi Severi ed Ermes Ruozzi. «L’amministrazione comunale di Reggio prende atto della comunicazione attraverso la quale la Procura ha annunciato la richiesta di 24 rinvii a giudizio in riferimento all’inchiesta sulle gare», è la nota diramata ieri dal Comune, che – tolti Poma e Marzi – conta quindi cinque dipendenti imputati attualmente in servizio: i dirigenti Roberto Montagnani, Lorenza Benedetti, Nando Rinaldi e i funzionari Anna Maria Mazzocchi e Ivana Ceccardi. «Il passaggio odierno si configura come compimento dell’attività d’indagine nota sin dal 2019, ed emersa con ulteriori passaggi pubblici anche nel 2020. In quella fase l’atto di chiusura indagini riguardava 26 persone, delle quali appartenenti alla pianta organica del Comune di Reggio risultavano essere 7. Fin dalla prima ora l’amministrazione si è comportata in modo responsabile, con trasparenza, assumendo tempestivamente decisioni coerenti e conseguenti, in base alle leggi vigenti e ai regolamenti Anac. Nel ribadire fiducia nell’operato degli organi inquirenti e il rispetto per il procedimento in corso, l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia è fiduciosa che le persone in questione sappiano chiarire gli addebiti loro mossi e dimostrare estraneità ai rilievi avanzati; posizione – questa – espressa sin da allora». —

E.L.T.

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