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Il prof fa lezione al parco contro la scuola a distanza E ora parte una lettera

Il prof fa lezione al parco contro la scuola a distanza E ora parte una lettera

Indirizzata alla Regione alla Provincia, al Comune e all’ex provveditorato conta già più di 400 firmatari «Fateci tornare in aula» 

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REGGIO EMILIA. Una lezione al parco, per protestare contro la didattica a distanza, creare dibattito e chiedere la riapertura delle scuole.

Davide Giardina, docente di lettere del liceo classico Ariosto e portavoce del gruppo reggiano di “Priorità alla scuola”, ieri pomeriggio si è ritrovato al parco Cervi con alcuni dei suoi studenti. Durante la lezione, intitolata “La Costituzione e la bellezza” da un libro di Michele Ainis e Vittorio Sgarbi, si è parlato di diritti, democrazia e, appunto, bellezza.

L’originale protesta si è inserita in un calendario più “tradizionale”: «Ogni venerdì pomeriggio alle 17 – spiega Giardina – ci troveremo in piazza Prampolini per manifestare contro la didattica a distanza. La protesta continuerà finché tutte le scuole di ogni ordine e grado non saranno riaperte».

Nel frattempo lo stesso Giardina, a titolo personale, e lo studente universitario Martino Gallinari hanno scritto una lettera indirizzata alla Regione, al Comune, alla Provincia e all’Ufficio scolastico territoriale: «L’annuncio del presidente del consiglio Mario Draghi, che promette un ritorno alla didattica in presenza per le classi fino alla prima media dopo Pasqua, ci fa dire: “Bene, ma non benissimo”. Bene, perché almeno ai più piccoli sarà data finalmente la possibilità di rientrare nelle aule. Non benissimo, perché l’impressione è quella di trovarci di fronte all’ennesima manovra volta a placare il dissenso che la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado aveva generato».

Nella lettera, che da un paio di giorni rimbalza di casella di posta elettronica in chat, ed è già stata firmata da più di 400 persone, viene ribadito come la didattica a distanza sia «inaccettabile» e «dannosa». «Rimaniamo esterrefatti e amareggiati – scrivono Giardina e Gallinari – di fronte all'indifferenza del governo nei confronti di problemi gravi che riguardano studenti, genitori e docenti, così come ci delude profondamente la scarsa attenzione riservata al contesto culturale, garante del costante miglioramento dell’individuo. Crediamo che il silenzio della politica circa queste tematiche, che riguardano il futuro di tutti noi, non sia più accettabile. Pertanto chiediamo l’intervento immediato delle istituzioni al fine di una riapertura, concreta e definitiva, per il bene di tutti noi. Ve lo chiediamo in modo chiaro: siamo o no una vostra priorità?». —

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