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l’annuncio di federconsumatori 

Caso diamanti 951 reggiani ormai vicini al risarcimento

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REGGIO EMILIA. Sono 951 i reggiani che si sono rivolti a Federconsumatori per ottenere risarcimenti dopo lo “scandalo diamanti” .

Una vicenda complessa, iniziata nel 2017 e non ancora conclusa del tutto, che ha riguardato molte migliaia di cittadini della nostra regione, che, su consiglio delle banche, hanno acquistato dalla “Intermarket diamond business” diamanti a un prezzo gonfiato. Per questo motivo la società, assieme a Diamond Private Investment, è finita insieme ad alcune banche nel mirino dell’inchiesta milanese per maxi truffa.

Per quel che attiene a Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e altre banche, il percorso degli assistiti da Federconsumatori è stato relativamente breve, con l’ottenimento del risarcimento integrale dell’investimento. Invece per quel che riguarda Banca Popolare di Milano il percorso è stato più complesso. Il 95% dei 2.150 clienti di Bpm che si sono rivolti a Federconsumatori ha raggiunto, o sta raggiungendo, un accordo con la banca. «Un accordo che non sana completamente la ferita di questa brutta vicenda, ma che ha consentito un risarcimento, per la gran parte delle posizioni, tra il 75 e l’85% dell’investimento iniziale», commentano da federconsumatori.

A ciò si aggiunge l’inizio della riconsegna ai proprietari, da parte del curatore e a spese di Bpm, delle pietre conservate nel caveau milanese della fallita “Intermarket diamond business”. Il totale dei risarcimenti riconosciuti da Bpm agli associati di Federconsumatori ha così raggiunto i 34 milioni di euro. «Ora – spiega Federconsumatori – siamo impegnati per il restante 5% di associati che non hanno ancora ottenuto un accordo. Tra questi persone le cui pietre non sono ancora state rintracciate dal curatore fallimentare nel caveau della fallita società. Ma ci sono anche persone per le quali Bpm, riteniamo erroneamente, pensa che il tempo trascorso dall’investimento sia tale da considerare prescritte le posizioni. Lanciamo quindi un appello a Bpm affinché si trovi una soluzione per tutti, non costringendo i propri clienti a dovere avviare lunghe e costose cause».

Da qualche settimana è partita una nuova fase, quella della insinuazione tardiva al passivo nel fallimento “Intermarket diamond business”. «Il curatore fallimentare – spiega Federconsumatori – ha individuato una cospicua quantità di beni da liquidare, di proprietà della società fallita, tra cui diamanti e un immobile. Conseguentemente il giudice delegato, di concerto con il curatore fallimentare, ha stabilito che le persone danneggiate dai comportamenti di della società possano, con l’insinuazione al passivo, ottenere un risarcimento fino al 15% dell’investimento effettuato». Per l’insinuazione tardiva al passivo c’è tempo fino al 13 dicembre: «Abbiamo iniziato a ricontattare i nostri assistiti – conclude l’associazione – e sono ormai 200 quelli che hanno espresso la propria volontà di procedere. Tra di loro anche diversi clienti Bpm che hanno gestito in proprio il percorso di risarcimento, cosa ora non possibile, vista la complessità della pratica». —

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