I ristoratori occupano un autogrill dell’A1
Anche trenta reggiani alla manifestazione nel Bolognese «Non siamo abituati a questi gesti ma siamo disperati»
reggio emilia. Sono partiti in trenta da Reggio Emilia, a bordo di una ventina di auto, e assieme a decine di altri colleghi hanno occupato per ore un autogrill sull’A1, nel Bolognese, sfilando poi a 50 chilometri orari sulla stessa autostrada.
È stata una protesta plateale quella messa in piedi ieri mattina dai ristoratori arrivati da tutta Italia nell’area di sosta di Cantagallo, dotata di un autogrill “a scavalco” che serve sia la corsia nord che quella sud. Una mobilitazione improvvisa, organizzata in un paio di giorni grazie a chat online e qualche telefonata che per ore ha tenuto in scacco la viabilità italiana con la minaccia di un blocco autostradale, poi confluito in un’uscita controllata delle auto, scortate dalla Stradale, verso l’uscita più vicina a Sasso Marconi.
Molti i reggiani che hanno preso parte alla protesta, titolari e dipendenti di una ventina di locali: Osteria dell’aviatore, La gargotta del Popol Giost, Bottega 39, Saraghina, Km0, Bottega italiana, Ciripasso, Terme del colesterolo, Sottobroletto, Herbe, Il monte, Gattaglio, Locanda Albinea, Osteria del liffo, Piedigrotta, Piccola bidoneria, Vineria della legna, BotteGaia e Guascone.
Attività radunate sotto la sigla dei “Ristoratori responsabili” che già nei mesi passati erano state protagoniste di iniziative di protesta pacifica, in piazza a Reggio Emilia o in dialogo con le amministrazioni locali e regionali. Ma che ora, vista la situazione sempre più drammatica, hanno deciso di mettersi in gioco in una manifestazione più radicale, pur se sempre pacifica.
«Non siamo abituati a fare queste cose – raccontano i ristoratori reggiani – siamo i “responsabili” e lo siamo stati anche in questa occasione visto che il disagio arrecato è stato minimo. Non sarebbe nelle nostre corde partecipare a queste iniziative ma siamo in una condizione talmente grave, siamo così in difficoltà, che le proteste di piazza non funzionano più. Invece in questo modo siamo riusciti a creare un disagio limitato ma che ha attirato l’attenzione dei media di tutta Italia».
Anche perché, proseguono i Ristoratori responsabili, «ogni giorno che passa senza che succeda nulla aggrava ancora di più una situazione già gravissima. Pensi che ci ritroviamo a fare la colletta a una collega che non ha i soldi per comprare i pannolini ai figli, ci sono persone che non sanno come sfamare la famiglia e si chiedono con che dignità possono tornare a casa. Il problema è più grande di quello che sembra, i locali saltano per aria adesso o lo faranno a dicembre quando si chiuderà il bilancio di fine anno in perdita e ci verranno a comprare le attività con due lire. Se porti la gente alla disperazione poi è normale che si alza anche il livello della discussione».
Un grido di aiuto al quale ha risposto, ieri durante una videoconferenza, anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini: «Le regole andrebbero sempre rispettate, certo c’è molta preoccupazione e in alcune categorie c’è disperazione. So che il governo sta lavorando a uno nuovo scostamento di bilancio per prevedere ulteriori risorse, perché alcuni settori non ce la fanno solo con i ristori che arrivano adesso». —
L. G.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
