Gazzetta di Reggio

Reggio

Rubiera  

La Turchi Cesare è in vendita il tribunale chiede 2,3 milioni

E.L.T.
La Turchi Cesare è in vendita il tribunale chiede 2,3 milioni

Dopo il concordato a vuoto e la sentenza di fallimento è stato messo sul mercato il compendio immobiliare tra Rubiera e Marzaglia

2 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. Dalla sede di Rubiera al sito produttivo di Marzaglia: è in vendita la Turchi Cesare, storica azienda che nel luglio 2019 aveva chiesto il concordato, dichiarata poi fallita pochi mesi dopo. È proprio la procedura del tribunale a mettere in vendita il compendio con una richiesta minima di 2,3 milioni di euro, che comprende quindi il sito aziendale costituito da impianti, macchinari, attrezzature, arredi, mobilio, beni mobili e beni mobili registrati, oltre ad alcuni contratti d’affitto, rimanenze di magazzino e le autorizzazioni.

Oltre agli uffici in via Emilia Est 10 a Rubiera, c’è quindi il sito produttivo di Marzaglia, in via Cave Convoglio 42, attualmente affittato a Frantoio Fondavalle Srl di Montese.

La vendita chiuderebbe per buona parte la vicenda che coinvolge l’azienda che si occupa dell’intera filiera dei bitumi, dall’estrazione della ghiaia fino alla lavorazione e alla stesura. Una attività iniziata cinquant’anni fa e che si è sgretolata sotto il peso della crisi finanziaria che ha colpito la società, che ha preso parte ad alcuni tra i più rilevanti appalti in Emilia e non solo, dalla copertura dell’asfalto dell’Autobrennero fino ai ponti di Calatrava. Negli anni la famiglia Turchi ha cercato di diversificare le attività per scongiurare la crisi delle commesse pubbliche, che però è stata solo in parte sterilizzata. È rimasta il principale introito dell’impresa, che la scorsa estate contava circa 100 dipendenti a cavallo delle province di Reggio Emilia e Modena, e che aveva diversificato aggiungendo all’asfaltatura anche la costruzione di impianti per aziende ceramiche e di capannoni per le grandi insegne dei supermercati, fino alla produzione di energia con il biometano.

A pesare sulla Turchi anche la partecipazione ai grandi project financing, come quello per la Cispadana o la Campogalliano-Sassuolo, nei cui cda era membro il patron Vitaliano Turchi, già presidente del collegio degli imprenditori edili di Modena. —

E.L.T.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google