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la mamma 

«In presenza va bene ma senza tamponi»

M.R.
«In presenza va bene ma senza tamponi»

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REGGIO EMILIA. La conferenza stampa organizzata dagli studenti sospesi per aver occupato il Canossa, lo scorso 3 marzo, ha attirato al polo scolastico anche Maria Grazia Cumiotis, mamma di una studentessa di seconda. «Non si può sostenere la didattica a distanza – il suo commento – perché non è scuola, ma non credo sia nemmeno giusto spingere per tornare a scuola a tutti i costi. Per garantire il diritto allo studio in presenza a tutti, il presidente del consiglio Mario Draghi e il ministro all’istruzione Patrizio Banchi stanno pensando di obbligare i nostri figli a sottoporsi a un continuo monitoraggio settimanale per mezzo di tamponi che, oltre a essere invasivi e talvolta dolorosi, sono anche inaffidabili, come da più medici dimostrato. La provincia autonoma di Bolzano è già stata autorizzata dal ministero a procedere».

La mamma, preoccupata per gli effetti che la pandemia ha sugli adolescenti, ha poi aggiunto: «Tantissimi ragazzi si abbandonano ad atti autolesivi per senso di colpa, perché magari hanno trasmesso il virus a qualcuno in famiglia, e gli altri sono costantemente in ansia per il proprio stato di salute. Quello che è in discussione, quindi, è una violenza intollerabile. Facciamoci sentire, facciamo sapere che non siamo disposti a sottoporli e sottoporci a tamponi ogni settimana». —



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