Tangenziale: «Non è fatta: resta la questione dei soldi»
Rubiera, Giorgio Bonacini, presidente del comitato, punta il dito sulla concessione ancora da rinnovare con Autobrennero: «Prima di quello, l’opera non si fa»
RUBIERA. «Oggi si dà avvio a una procedura a cui seguiranno le osservazioni. E, nonostante quello che si dice, siamo ancora al progetto definitivo: per andare avanti ci vorrà quello esecutivo, che definirà calcoli e costi. E che attende la Conferenza dei servizi, dove ognuno porterà le proprie ragioni, visto che parliamo di un progetto datato 1999. Nella sostanza, non è cambiato niente. Ciò che non mi sembra sia ancora ben chiaro a molti è che tutto dipende dal rinnovo di una concessione ferma da decenni. Se questa non viene rinnovata ad Autobrennero, AutoCs dove troverà i soldi?».
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Giorgio Bonaccini, presidente del Comitato Agricoltura e Ambiente di Bagno, commenta così gli ultimi sviluppi sulla tangenziale di Rubiera: opera legata a doppio filo con la futura autostrada Campogalliano-Sassuolo. Nei giorni scorsi è stato ufficialmente depositato il progetto per essere a disposizione degli interessati dalla procedura espropriativa. «Oggi, rispetto a ieri, quello che è cambiato è che c’è la pubblicazione dei nomi che verranno espropriati, se il progetto così com’è verrà confermato. Ma c’è stato un impegno formale non solo del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, di tutta la giunta e dei consiglieri di maggioranza e opposizione», fa notare.
Ed è la questione che resta tra i Comuni di Reggio e Rubiera, nel solco della quale da anni si batte il comitato presieduto da Bonacini. Perché è la tangenziale di Rubiera, ma passa in buona parte sul territorio di Reggio Emilia, tra le frazioni di Bagno, Marmirolo e Corticella. «I possibili impattati sono 3 di Casalgrande, una decina di Rubiera; tutti gli altri, una sessantina, sono di Reggio Emilia – fa infatti notare il presidente del Comitato –. E dunque il Comune di Reggio ha diritto di tutelare i propri cittadini e attività». E il Comune di Reggio una revisione del tracciato, in effetti, la chiederà: la situazione di Bagno, con la vicinanza alle scuole, è la faccenda più lampante, ma anche il fatto che per Reggio far sbucare la tangenziale in quel punto della via Emilia potrebbe voler dire formare un imbuto per il traffico prima di arrivare alla propria tangenziale.
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Ancora una volta, Bonacini sposta l’attenzione sui costi della bretella, e quindi di tutte le opere connesse, come la tangenziale in questione. «Autobrennero in quei 16 chilometri non raccoglierà mai, con i pedaggi, i 600 milioni di euro di investimento. E in ballo c’è la nuova concessione con Autobrennero – evidenzia –. Io sono per dare una soluzione al traffico di Rubiera, ma anche per rispettare una zona importante, un polmone verde per Reggio e Rubiera stessa, dove c’è un’agricoltura che lavora. E sono, come hanno detto anche il sindaco Luca Vecchi e l’assessore Pratissoli, per qualcosa che decongestioni tutta la via Emilia. Non sono per questo tifo da stadio per una soluzione o un’altra». E aggiunge: «Chi potrà trarre benefici da questa opera se non un settore in gravi difficoltà come quello di costruisce strade? Vedi Pizzarotti o aziende che sono in liquidazione, come Unieco e Turchi, ma ancora presenti tra le aziende appaltatrici. Oggi ci si riempie la bocca con parole come transizione ecologica, resilienza, ecologia, ma si continua a costruire strade e a sottrarre terreno».
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