«Un’assemblea interscolastica per ripensare la nostra scuola»
Gli studenti che avevano occupato il Canossa fanno una proposta a tutti gli istituti «Ci hanno sospeso per tre giorni, e allora? Siamo tutti sospesi da un anno»
Martina Riccò
REGGIO EMILIA. «Non siamo da rieducare. Siamo da ascoltare». Idee chiare e voglia di realizzarle, una ventina di studenti si sono trovati davanti all’istituto superiore Matilde di Canossa, al polo scolastico di via Makallè, per spiegare il motivo che li ha portati a rifiutare gli incontri proposti dalla scuola come punizione per l’occupazione del 3 marzo. Un’alternativa ai tre giorni di sospensione che, invece, i ragazzi hanno scelto.
«Quello che chiediamo – dicono con estrema determinazione i portavoce Sara Marzolino, Nicola Bertani e Matteo Capizzi, durante la conferenza stampa che hanno organizzato per far sentire la propria voce – è un dialogo costruttivo che si sviluppi in un’assemblea interscolastica con studenti, docenti e presidi: vogliamo tornare a scuola, ma una scuola che sia scuola davvero». Non un passo indietro, dunque, rispetto allo scorso 3 marzo, quando otto di questi ragazzi hanno occupato l’istituto con l’intento di fare un’assemblea studentesca (poi vietata), parlare di come dovrebbe essere la scuola e ribellarsi alla didattica a distanza. Un’occupazione “gentile”, durata cinque ore e terminata con una sessione di pulizie per non far igienizzare ad altri quello che avevano toccato loro: sedie, maniglie, banchi, davanzali. Un segno di consapevolezza di ciò che sta succedendo, dei contagiati e dei morti che questo virus sta accumulando da più di un anno in tutto il mondo. Che però non impedisce a questi ragazzi di lottare per ciò in cui credono: «Ci hanno sospeso da scuola tre giorni – dicono i portavoce degli studenti – ma noi da scuola siamo sospesi da un anno. E questo dovrebbe fare riflettere su quanto la scuola, non solo la nostra ma tutte quelle d’Italia, sia inadeguata e incapace di stare al passo con i tempi».
Oltre a chiedere che venga ritrattata la punizione («Che non è stata votata da tutti i professori»), gli studenti annunciano un presidio di solidarietà in piazza Gioberti. L’appuntamento è venerdì 9 aprile alle 16. Poi ci si sposterà in piazza Prampolini, dove alle 17 è in programma la manifestazione di “Priorità alla scuola” contro la didattica a distanza.
«Il presidio – spiegano – serve per far capire che il Canossa è stato occupato fisicamente da otto ragazzi, che però l’hanno fatto per tutti gli altri. La didattica a distanza non ha fatto altro che sottolineare problemi strutturali della scuola, problemi di lunghissima data». E aggiungono: «Preside e professori avrebbero potuto ascoltare le nostre richieste e idee, proprio perché vengono dagli studenti, invece ci è stato chiesto di ammettere che quanto abbiamo fatto fosse sbagliato. E le lezioni che ci hanno proposto come alternativa alla sospensione non avrebbero trattato i contenuti politici e pedagogici che noi invece abbiamo sostenuto con l’occupazione. Noi ci siamo espressi – concludono – e continueremo a farlo. Questo è il momento per mettersi tutti in discussione». —
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