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Via ai lavori della Bonifica per eliminare la sabbia dalle pompe d’irrigazione

A.V.
Via ai lavori della Bonifica per eliminare la sabbia dalle pompe d’irrigazione

A causa della siccità che ha diminuto la portata del Po del 45 per cento, sono state aperte 6 delle 28 idrovore. La sabbia è a livelli record

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Boretto. Lo snodo idraulico di Boretto – da quasi 100 anni a servizio di circa 220 mila ettari di territorio coltivato attraverso le forniture garantite dalle canalizzazioni del Consorzio di Bonifica alle province di Reggio Emilia, Modena e Mantova – ha attivato in questi giorni 6 delle 28 pompe idrovore che prelevano le acque dal fiume Po per distribuirle alle colture tipiche dell’area. E proprio in queste ultime ore, in prossimità dello storico impianto, stanno lavorando in contemporanea e a tempo pieno due escavatori per consentire la messa in funzione di tutta l’opera a pieno regime per soddisfare in tempi adeguati la crescente richiesta irrigua.

Purtroppo, per il secondo anno consecutivo si rischia però di fare conti salati con il lascito invernale del Grande Fiume, che ha trasportato nell’ansa fluviale sottostante le pompe di prelievo idrico un ingente ammasso di sabbie e detriti che devono essere rimossi per permettere di pescare acqua a pieno ritmo. Fino ad alcune settimane fa, infatti, le quote idrometriche del Po non consentivano un accesso agevole all’operazione per evidenti ragioni idrauliche, e in pochissimo tempo, come ormai accade sempre più di frequente, l’ammasso è aumentato notevolmente di dimensioni, accumulando quantità di sabbia superiori addirittura a quelli della scorsa stagione. L’azione di contrasto però è già iniziata e, in pochi giorni, il Consorzio di Bonifica Emilia Centrale arginerà il problema ripristinando l’utilizzo complessivo della struttura che – come detto – serve un’area molto ampia in più province e condivisa con il Consorzio di Bonifica Terre di Gonzaga che usufruisce dello stesso comune prelievo dal Po. Ad oggi, il Po ha manifestato un calo medio di portata che in soli sette giorni è passato da quota 24% a 45% e, nonostante restino a riserva ancora corpose quantità di neve sui rilievi e nei laghi alpini, non sono, per ora, previste precipitazioni abbondanti in grado di portare ristoro in breve tempo. L’irrigazione quindi sarà sicuramente assicurata, ma va considerata con rinnovata attenzione, da parte delle istituzioni, una criticità che con il passare degli anni peggiora visibilmente e può compromettere le produzioni locali, se non si porrà rimedio. —

A.V.

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